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Il campo San Giacomo era la zona del Mercato di Rialto dedicata alle trattative di scambio ed era nota per esser una delle zone del mercato più caotiche ed il centro del mercato stesso.

Il primo documento che cita il mercato è la “Cronaca” di Giovanni Diacono in cui viene riportata la triste soppressione del corpo del Doge Pietro Candiano IV presso il macello di Rialto nel 976.

Il campo presenta lungo il perimetro un porticato, chiamato Sottoportego del Bancogiro, creato per collegare le varie botteghe, depositi e uffici che sorgevano nella zona e per far circolare la gran quantità di persone che si riversavano ogni giorno nella zona. Sotto il sottoportego si svolgevano pure le attività bancarie, proprio in questo luogo si elaborò il sistema del giroconto, ovverosia il trasferimento degli accrediti da un conto all'altro sotto la supervisione di un banchiere.

Nel lato del campo opposto alla chiesa è posizionato il Gobbo di Rialto, il posto in cui venivano letti i proclami ufficiali. Si ritiene che il Gobbo di Rialto, rappresentante un uomo sotto sforzo che regge la scala che permette di salire sulla colonna per leggere i proclami, sia stato scolpito da Pietro da Salò nel 1541. Originariamente il Gobbo era il punto di arrivo dei condannati che partivano da San Marco e venivano frustati lungo tutto il percorso, per evitare la nascita di idolatrie e preservarla dai danni causati dai troppi baci che i condannati le porgevano una volta arrivati, il punto di arrivo venne spostato sul primo pilastro a sinistra del Sottoportego del Bancogiro, il pilastro è facilmente riconoscibile perché ancor oggi presenta un leone ed una croce.

Nella calle perpendicolare al Sottoportego del Bancogiro — all'altezza della Chiesa di San Giacomo — è presente un pilastro con un'incisione che riporta i termini di competenza dei pesatori.

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Campo e chiesa di San Giacomo di Rialto — (Venipedia/Bazzmann)

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