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La particolare facciata è da attribuire al genio del noto architetto Jacopo Sansovino che interpretò l'indole filopapalista dei proprietari e realizzò, nel suo stile romano, una piccola "rivoluzione" a livello architettonico nella Venezia della metà del Cinquecento. Possiamo tranquillamente affermare che fu il propulsore di un nuovo stile di palazzo veneziano.

Tra i tratti ditintivi troviamo il basamento bugnato, i piccoli balconi inseriti nella luce delle finestre, il colonnato regolare, i cornicioni molto lunghi che tagliano orizzontalmente il palazzo: tutti questi elementi annullano la tradizionale tripartizione degli edifici in stile veneziano. Il Sansovino, inoltre, organizzò la pianta attorno ad un immenso cortile centrale, che si può dire la novità maggiore e questa scelta diventò una costante nell'architettura tardo barocca.

Sontuosi furono i suoi interni, ricchi di decori e di mobili pregiati e meritevole di nota fu anche la deliziosa pinacoteca; attualmente, purtroppo, queste meraviglie si sono perse ma si è cercato comunque, nelle stanze oramai adibite ad uffici, di mantenere un arredo consono all'edificio. 

Il palazzo rimase di proprietà dei Corner sino agli inizi del XIX secolo per poi essere venduto, da Nicolò Corner, al Governo austriaco che lo adibì a uffici, nonostante un disastroso incendio distrusse il tetto e l'ala destra dell'edificio. Nel 1824 una delle vere da pozzo presenti nella corte di origini cinquecentesca, venne trasferita in Campo Santi Giovanni e Paolo, dove si trova ancor oggi, che se piuttosto rovinata. Col passaggio dal governo austriaco a quello italiano, l'edificio continuò ad essere sede di uffici pubblici, in particolare la Prefettura e l'Amministrazione provinciale, subendo alcune ulteriori ristrutturazioni nel periodo tra il 1870 ed il 1875 e, successivamente, in età fascista. Oggi è parte del patrimonio immobiliare della Provincia di Venezia.

Lo stabile attualmente visibile ai nostri occhi sorse sulle rovine del palazzo che il fratello di Caterina Corner, Giorgio, comprò dalla famiglia Malondra nel 1499 per 22.000 ducati. Questa residenza estremamente lussuosa venne completamente distrutta da un rogo la notte tra il 15 ed il 16 agosto 1532, probabilmente a causa delle presenza di alcune braci tenute accese, come da consuetudine, per asciugare alcune casse di zucchero. L'incendio fu talmente disastroso che il Sanudo scrisse "...allora restò in piedi solum la riva con le colonne.."La perdita non riguardò solo le merci presenti al suo interno ma anche i meravigliosi arredi, molti dei quali furono appartenuti alla regina di Cipro. Tale sciagura rappresentò un colpo durissimo per la famiglia Corner la quale chiese aiuto, per un sostegno economico finalizzato allla ricostruzione del palazzo, direttamente alla Serenissima.

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Palazzo Corner della Ca' Granda

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