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Per i Veneziani è semplicemente Il Monumento.

Davanti a lui ci si dà un appuntamento, attorno a lui giocano i bambini, nei dintorni vi sono i vari mezzi acquei. E' come una grande bussola, un punto di riferimento: “...prima del Monumento...”, "...dopo il Monumento...".

Sulla Riva degli Schiavoni si trova il monumento dedicato a Vittorio Emanuele II,  re d’Italia (1820-1878). Vittorio Emanuele II appoggiò la politica di Cavour, partecipò alla II Guerra d’Indipendenza e incoraggiò l’impresa di Giuseppe Garibaldi; per la sua indole onesta è spesso ricordato come “il Re Galantuomo”.

La statua in bronzo rappresenta il Re a cavallo mentre brandisce alta una spada; l’alto basamento in marmo rosso ha dei gradini dove vi sono due grandi rappresentazioni. Sul davanti c’è  una grande statua che rappresenta Venezia libera e signora, ai cui piedi si trova un maestoso leone alato ed una targa con il risultato (positivo) del plebiscito per l’unità d’Italia; nella parte posteriore un’altra statua rappresenta invece Venezia in ceppi sotto il dominio austriaco. Ai lati del piedistallo vi sono due bassorilievi in bronzo che rappresentano, rispettivamente, la battaglia di Palestro, quando il re si spinse nella mischia, e l’ingresso del re a Venezia, tra la folla festante. Il tutto è delimitato da una cancellata in ghisa.

Venne cercato il luogo più opportuno per la posa del monumento, collocando per prova una copia in legno in vari luoghi di Venezia, come la Piazzetta dei Leoncini o la riva davanti al Palazzo Ducale; si optò quindi per l'odierna collocazione e il monumento venne inaugurato il primo maggio 1887. Più di centomila lumi vennero accesi in tutta Venezia in festa e parteciparono anche il re Umberto I e la regina Margherita.

La statua, fusa da Alessandro Nelli, è opera dello scultore Ettore Ferrari, al tempo deputato radicale. Per queste sue inclinazioni politiche venne fatta un’interpellanza parlamentarea Montecitorio:  secondo una voce sparsa dai i suoi avversari politici, il cavallo di bronzo calpestava gli emblemi del pontificato. Anche a Venezia questa cosa fece molto rumore, e molti chiesero di distruggere l’opera, ma il giorno dell’inaugurazione tutti poterono constatare che si trattava solo di calunnie e che non c’era nulla di poco etico e di cui scandalizzarsi.

 

(mv)

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Prima pubblicazione: Lunedì, 08 Aprile 2013 — Ultimo aggiornamento: Lunedì, 16 Dicembre 2013

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