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Edificio minimale, affacciato sul canale che collega San Marco a Rialto. Modificata nei secoli, a seguire il cambiamento dei gusti estetici, è sopravvissuta ad un crollo parziale ed è tutt'ora luogo di culto.

Una costruzione semplice, che custodisce al proprio interno capolavori d'arte veneziana.

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La data di costruzione della chiesa risulta ancora incerta anche se secondo il Corner è da collocare alla fine dell'XI secolo, anteriormente al 1072; pare essere edificata per volontà delle nobili famiglie Dandolo e Pizzamano.

Durante i secoli subì diversi restauri e nel XVI secolo venne completamente ridisegnata. I lavori si protassero per diversi anni. Nel 1827, una porzione della facciata crollò e venne ripristinata da un artista muranese: Sebastiano Santi. L'ultima restauro di forte portata risale al 1881 che cambiò radicalmente la struttura e  venne mantenuto solo il campanile in cotto del 1457.

Il suo interno è costituito da un'unica navata e la forma della chiesa è rettangolare; sono visibili opere di Paolo Veronese quali la pala dell'altare maggiore "La Vergine in gloria appare a San Luca in atto di scrivere il Vangelo" e di Jacopo Palma il Giovane "Vergine in gloria e santi".

La minimale facciata è posizionata fronte canale il quale collega il bacino di San Marco con Rialto a dimostrare quanto fosse importante e preferibile per i veneziani l'arrivo dall'acqua anzichè via terra e al loro ampio uso delle imbarcazioni per spostarsi da un posto ad un altro.  

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