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Posizionata lungo la fondamenta delle Zattere, la chiesa è più facilmente individuabile percorrendo via acqua il canale della Giudecca.

Passata alla storia per le vicende amorose contrarie alla vita di clausura, oggi è aperta al pubblico solo in rare occasioni.

La chiesa e il monastero dello Spirito Santo furono costruiti nella seconda metà del XV secolo per dare rifugio e protezione ad alcune monache agostiniane grazie all'impegno della suora di Santa Caterina Maria Caroldo, aiutata dal fratello Girolamo e dal sacerdote Giacomo Zamboni.

Il tempio si trova sulla fondamenta delle Zattere ed è accostata alla scuola dello Spirito Santo, la cui struttura architettonica risulta essere molto simile a quella dell'edificio religioso: facciata a capanna divisa in due ordini sovrastata da un timpano triangolare; ciò che le distingue è la stazza, in quanto il luogo di culto risulta essere più bassa e tozza della Scuola.

All'interno è presente un'unica navata e all'altare maggiore si aggiungono ben cinque altari minori del Settecento; nel 1806, sotto il dominio napoleonico, i luoghi religiosi vennero soppressi e gran parte delle opere furono portate altrove. Ad oggi rimangono visibili nella chiesa, tra gli altri, capolavori di Giovanni Buonconsiglio, Gesù benedicente fra i Santi Giorgio e Girolamo e San Gregorio papa in trono e angeli, di Francesco Migliorini Resurrezione e Ascensione, di Jacopo Guarana San Matteo, di Jacopo Palma il Giovane Sposalizio della Vergine e La beata Giuliana da Collalto riceve l'anello abbaziale da San Biagio oltre al monumento sepolcrale della famiglia Paruta attribuito a Baldassare Longhena.

Ciò che oggi si ricorda però della monaca Caroldo furono le sue condotte di vita non propriamente casta della quale fu accusata dalla monaca Cecilia Vacca «...di mantenere amorosa tresca...», sia con lo stesso sacerdote Zamboni, sia con un «...giovinastro greco, altre volte processato...» che con un medico, dove si fingeva malata per chiudersi in cella con lui.

La Caroldo fu accusata anche di sperpero dei beni della comunità, impegnando anche gli oggetti sacri della chiesa, permettendo ad alcune monache di uscire in incognito la notte e ad altre riservando un trattamento molto più rigido, facendole infine fuggire dal convento.

I comportamenti poco consoni alla vita religiosa non riguardarono solo la Caroldo ma l'intero convento Santo Spirito le cui suore furono numerose volte condannate; ad esempio, atti ufficiali del 12 settembre 1491, imputarono a due gentiluomini, Francesco Tagliapietra e Marco Balbi, «...che avevano avuto carnale commercio con due di quelle claustrali.».

La questione riguardò, in particolare le suore Cristina Dolfin, Camilla Rota (amante di Gerolamo Corner) e Clemenza Foscarini (amante di Bernardo Contarini, da cui ebbe un figlio) che tra il 1563 e il 1567 vennero rapite o scapparono dal convento. Per via di questi accadimenti, la Caroldo venne deposta dal grado di abbadessa e rinchiusa in un monastero più rigoroso e maggiormente controllato; dopo l'ultima condanna, della religiosa non si seppe più nulla.

La chiesa oggi è aperta solo in particolari occasioni, matrimoniali o funebri su richiesta delle famiglie mentre l'ex convento attualmente ospita una delle sedi dell'Istituto di Istruzione Superiore "Marco Polo - Liceo Artistico".

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Prima pubblicazione: Lunedì, 03 Agosto 2015 — Ultimo aggiornamento: Sabato, 10 Dicembre 2016

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