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Un vero salto nel tempo, un paesaggio meravigliosamente naturale e una grande testimonianza di tenacia da parte delle popolazioni passate. Una tra le località di produzione delle giuggiole.

Località compresa nel comune di Cavallino-Treporti, Lio Piccolo è costituito da un'insieme di isolotti raggiungibili via mare e via terra grazie ad alcune strade di collegamento. Questo piccolo borgo ha il potere di riportare indietro nel tempo chi lo visiti, offrendo un'ottima percezione di come poteva essere un tempo la laguna e la quotidianità al suo interno.

Completamente avvolto dalle barene, Lio Piccolo è costituito da pochi elementi: il Palazzo Boldù, la Chiesa di Santa Maria della Neve, il campanile e una manciata di caseggiati a pochi passi dal piazzale.

Ciò che più colpisce arrivando a Lio Piccolo è il percorso immerso nel più assoluto silenzio e in uno splendido paesaggio, apprezzabile in misura maggiore da tutti gli amanti della natura grazie anche alla presenza di una ricca avifauna: Gabbiani, Garzette, Cormorani, Folaghe, Cavalieri d'Italia, Aironi Bianchi e Cenerini.

Sono numerosi i reperti archeologici che confermano la presenza romana nella parte settentrionale di questo luogo — recente è la scoperta di resti in Lio Piccolo di splendide pavimentazioni a mosaico di epoca romana —, in un periodo storico dove la laguna era molto diversa da quella che conosciamo oggi a causa di un livello marino molto più basso — circa un paio di metri — che, insieme all'influenza dei detriti trasportati in laguna dai due fiumi principali — il Sile e il Piave — contribuì a far emergere ampi terreni, disegnando una morfologia e confini territoriali molto diversi rispetto ad oggi.

Risale intorno all'anno 1000 l'attribuzione al prete Mauro della fondazione delle due chiese, l'una dedicata a San Salvatore e l'altra alla Vergine Maria, sfuggendo alle invasioni barbariche proprio in Litus Albus, il Lido Bianco citato nella Cronaca Gradense che è l'attuale Lio Piccolo.

Un territorio che si popolò di persone dedite alla caccia, alla pesca, all'agricoltura e alla raccolta di sale nelle vicine saline, lottando con la continua modifica ed evoluzione dell'assetto idrogeologico che portò alla formazione di altre isole nei secoli successivi: le Mesole nel Trecento, Saccagnana e l'isola del Cavallino nel Cinquecento, l'isola della Chiesa — l'attuale Treporti — a fine del Seicento. Nonostante le continue avversità climatiche ed ambientali, tra cui la terribile piaga della malaria, un ristretto nucleo di agricoltori continuò ad abitare qui, a dispetto dello spopolamento quasi totale, e ad inviare al mercato di Rialto i loro prodotti.

Solo secoli più tardi, grazie a Carlo Boldù e alla sua famiglia che ne rilevano la proprietà — territori prima appartenenti ad istituzioni e monasteri circostanti —, inizia una fase di consolidamento rurale nel borgo.

Nei secoli successivi i Boldù vengono seguiti dalle famiglie di Candido Fassetta, di Antonio Bon e dalla Congregazione Armena Mechitarista, la cui sede è nell'isola di San Lazzaro.

L'agricoltura è una testimonianza ancora oggi viva in tutto il territorio del Litorale Nord di Venezia e a Lio Piccolo è attiva la coltivazione e produzione di giuggiole.

Galleria immagini

Uno scorcio del percorso per arrivare a Lio Piccolo (Archivio Bazzmann/Venipedia)
Le barene e la loro vegetazione (Archivio Bazzmann/Venipedia)
Un airone bianco (Archivio Bazzmann/Venipedia)
Un'altra veduta sulle barene (Archivio Bazzmann/Venipedia)
Uno specchio d'acqua e Lio Piccolo all'orizzonte (Archivio Bazzmann/Venipedia)
La flora sommersa delle barene (Archivio Bazzmann/Venipedia)
Vegetazione lacustre (Archivio Bazzmann/Venipedia)
Il campanile di Lio Piccolo (Archivio Bazzmann/Venipedia)
Un particolare di Palazzo Boldù (Archivio Bazzmann/Venipedia)
Il panorama all'imbrunire (Archivio Bazzmann/Venipedia)
Specchi d'acqua al tramonto (Archivio Bazzmann/Venipedia)
Un particolare suggestivo al tramonto (Archivio Bazzmann/Venipedia)

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Pubblicato: Lunedì, 28 Dicembre 2015 — Aggiornato: Mercoledì, 13 Gennaio 2016