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Il coronavirus sta causando molta sofferenza e come tale avremmo tutti auspicato che a mostrarci modelli più sostenibili non fosse un disastro di tale portata. Tuttavia, poiché lo stesso dipende da come l'uomo sfrutta le risorse naturali del pianeta, vale decisamente la pena trarre insegnamento da quanto stiamo vivendo per migliorare un futuro possibile, che possa prevenire anche future pandemie.

Quando si parla di Overshoot per il pianeta, è un po' come aprire il frigorifero e rendersi conto di aver esaurito tutto. Niente cibo e niente bevande. Ma il supermercato non apre prima di vari mesi. Ogni anno viene calcolato quello che è ufficialmente il punto di non ritorno per le risorse rinnovabili del Pianeta. Quelle, per intenderci, che la Terra è in grado di autorigenerare in un anno solare.

Secondo il Global Footprint Network (GFN) attualmente la popolazione mondiale sta consumando risorse per una media di 1,6 pianeti Terra, con una tendenza attuale prevista per 2 interi pianeti entro il 2030. Nel caso dell'Europa, è come se ci volessero 2,8 pianeti Terra. Solo che noi, di pianeta, ne abbiamo solo uno a disposizione.

L’Earth Overshoot Day 2020 (in italiano: Giorno del Sovrasfruttamento della Terra) cade il 22 Agosto, tre settimane dopo rispetto al 2019, secondo quanto affermato dal Global Footprint Network. La data riflette una riduzione del 9,3% dell’Impronta Ecologica dell’umanità tra il 1° gennaio e l’Earth Overshoot Day rispetto all’anno precedente. Questo è il risultato diretto delle misure di contenimento messe in atto in tutto il mondo in risposta alla pandemia. La riduzione della raccolta di legname e delle emissioni di CO2 da combustibili fossili sono i due principali fattori alla base dell’inversione storica del trend di lungo periodo dell’Impronta Ecologica globale.

Tuttavia, questa improvvisa e inaspettata riduzione dell’Impronta Ecologica non deve essere interpretata come un’inversione di tendenza intenzionale, necessaria a raggiungere sia l’equilibrio ecologico che il benessere delle popolazioni, due componenti inestricabili dello sviluppo sostenibile.

L’umanità si è trovata unita dalla comune esperienza della pandemia, realizzando quanto le nostre vite siano interconnesse. Tuttavia, non possiamo ignorare la profonda disuguaglianza delle nostre società né le tensioni sociali, economiche e politiche che sono state esacerbate da questo disastro globale, afferma Laurel Hanscom, CEO a Global Footprint Network. Mettere il concetto di rigenerazione delle risorse da parte del pianeta al centro dei nostri sforzi di ricostruzione e recupero può aiutare a correggere sia gli squilibri nella società umana che nel nostro rapporto con il pianeta.

Dal Giorno del Sovrasfruttamento della Terra fino alla fine dell’anno, l’umanità andrà ad accrescere il proprio deficit ecologico con la Terra; tale deficit è aumentato costantemente da quando il Sovrasfruttamento ecologico è iniziato a partire dai primi anni ’70, secondo i National Footprint & Biocapacity Accounts (NFA) basati sulla banca dati delle Nazioni Unite (con 15.000 dati per paese all’anno). Poiché i dati più recenti dell’ONU si estendono solo fino al 2016, i risultati dell’Impronta Ecologica globale per il 2020 sono stati valutati utilizzando dati complementari.

Per determinare l’impatto della pandemia sull’impronta dovuta alle emissioni di carbonio – diminuita del 14.5% – il periodo dal 1° di gennaio all’Earth Overshoot Day è stato diviso in tre segmenti: gennaio-marzo, per il quale l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha già rilasciato un’analisi sulla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni; aprile-maggio, il periodo in cui le misure di contenimento in tutto il mondo sono state più severe: ed infine il periodo da giugno sino all’Earth Overshoot Day, durante il quale è previsto un graduale alleggerimento delle politiche di confinamento nella maggior parte dei Paesi colpiti dalla pandemia.

L’Impronta dovuta al consumo di prodotti forestali – diminuita dell’8.4% – è fortemente influenzata dalle previsioni della domanda di legname che, a loro volta, determinano il raccolto forestale. Sebbene le costruzioni siano proseguite durante la pandemia, l’industria forestale ha previsto un calo della domanda prossima futura, optando quindi per una rapida riduzione nella raccolta del legname.

Il sistema alimentare mondiale ha subito gravi disturbi, quali la sospensione temporanea dei servizi alimentari e l’impossibilità per i lavoratori agricoli migranti di attraversare le frontiere. Dalla fattoria alla tavola, la rete di distribuzione è stata compromessa in molti punti, andando ad aumentare al contempo sia gli sprechi alimentari che la malnutrizione. Ciononostante, l’Impronta alimentare complessiva sembra non essere stata influenzata particolarmente dalla pandemia di COVID-19.

Cosa possiamo imparare da questo:

Quest’anno più che mai, il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra ci offre l’opportunità senza precedenti di riflettere sul futuro che vogliamo creare. Gli sforzi compiuti in tutto il mondo per rispondere al COVID-19 hanno dimostrato come sia possibile modificare il nostro stile di vita ed i livelli di consumo delle risorse ecologiche in un breve lasso di tempo. Man mano che emergiamo dalla crisi della salute pubblica e rivolgiamo la nostra attenzione alla ricostruzione dell’economia e delle nostre società, quelle strategie di sviluppo basate sulla sicurezza delle risorse e sulla ricerca della prosperità in armonia con il budget ecologico del pianeta avranno molte più probabilità di produrre quei risultati positivi (ovvero sostenibili) che i decisori cercano.

Possiamo già trarre alcuni importanti insegnamenti dalla nostra esperienza collettiva di pandemia globale:

  • Quando la vita umana viene messa al primo posto, i governi sono in grado di muoversi rapidamente, sia in termini di regolamentazioni che di spesa;
  • L’umanità è un corpo unico e siamo più forti quando siamo uniti:
    • Le imprese e i singoli individui possono efficacemente allinearsi e collaborare per perseguire un obiettivo comune, soprattutto quando riconoscono che le loro vite, e quelle di chi amano, sono a rischio.
    • Le azioni richieste per proteggere noi stessi, le nostre case e le nostre comunità, proteggono anche gli altri; le decisioni prese a tutti i livelli hanno ramificazioni che vanno ben oltre la rete di influenza immediata.

Ormai siamo testimoni di ciò che può fare l’umanità nel perseguire un obiettivo comune. Quale obiettivo comune può essere più importante del nostro successo a lungo termine nell’operare rimanendo entro i limiti del nostro pianeta?

Perché come afferma un vecchio proverbio indiano: Abbiamo la Terra, non in eredità dai genitori, ma in affitto dai figli.

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