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De notte ora ai teatri, ora al Redutto
Son quel che col feral serve de lume;
E pur che i paga mi so andar per tutto.

"El còdega", da "Le Arti che vanno per via nella Città di Venezia" di Gaetano Zompini (1753).

Il còdega, come narrato da Zompini, era il servitore di piazza che illuminava la via notturna ai nobili veneziani, in cambio di un corrispettivo.

Il termine còdega assume in realtà due significati: uno è relativo alla cotenna, o cotica, ovvero la pelle del maiale. L'altro è quello che ci interessa, legato alla professione di illuminatore notturno personale.

La sua etimologia, ovvero l'origine del nome, non è certa e si dice originare dal greco οδηγός (odigos), che significa guidare/guida/conducente. Un altro nome con cui veniva chiamato era feralante.

Ma andiamo con ordine: a partire dal 1128, la Repubblica di Venezia decide di attuare una serie di misure necessarie a scongiurare pericoli alla popolazione durante l'oscurità notturna, con il rischio di inciampare o di essere vittima di malfattori. Vengono così introdotti i cesendeli: lumini e piccole lampade ad olio appese al muro (che Giuseppe Boerio, nel suo Dizionario del dialetto veneziano, lo riconduce anche al modo di nominare gli insetti comunemente chiamati lucciole nella Chioggia del tempo). L'intervento di illuminazione è a spese del governo mentre la manutenzione dei lumini viene affidata ai parroci con l'onere di collocare al di sopra delle luminarie particolari edicole o capitelli votivi, con lo scopo di scoraggiare i malintenzionati.

Nonostante la presenza di immagini sacre, la fioca luce dei ceri non è però in grado di dissuadere i malviventi dal compiere atti condannabili: continuano così gli omicidi, i furti e le aggressioni. Il Doge fa quindi incrementare il numero dei fanti preposti al controllo e legittimati ad intervenire in caso di pericolo, purtroppo, senza successo: nel 1397 viene allora decretato anche un incremento del numero di cesendeli per garantire ancora più luminosità.

Da quel momento passano altri cinquant'anni e la situazione non viene arginata. Anzi, si registra addirittura un aumento dei casi di violenza facendo scattare, nel 1450, il posizionamento di quattro grandi lampade sotto i portici di Rialto e viene introdotto l'obbligo di munirsi di lume in caso di passeggiate notturne, dopo le 3 del mattino. Se c'è un momento in cui la notte veneziana inizia a diventare luminosa come la conosciamo ora, è proprio questo.

 


El còdega", da "Le Arti che vanno per via nella Città di Venezia" di Gaetano Zompini (1753)

È qui che entra in scena il mestiere del còdega normalmente svolto da persone umili e povere che — pur di accumulare qualche soldo — accompagnano i patrizi in giro per la città e illuminano il loro percorso con una lanterna. Al còdega capiterà anche di fare da vero e proprio accompagnatore, ad esempio tenendo l'ombrello durante il maltempo. Non è difficile immaginare che al còdega capitasse di intercettare e ascoltare pettegolezzi, intrighi e segreti da parte dei nobili e facoltosi che accompagnava (chissà come veniva percepito all'epoca il concetto di privacy!).

Il mestiere continuerà ad essere utile per un cospicuo periodo di tempo, il cui fisiologico declino avviene con l'introduzione dei ferali, lampade ad olio protette da una campana di vetro: i precursori dei moderni lampioni. Il ruolo del còdega non finisce però del tutto e si evolve nell'impizadór, cioè l'incaricato all'accensione delle lampade.

A partire dal 1720 la città viene dotata di fanali di illuminazione ad olio, inizialmente solo alle Mercerie per poi estendersi alla calli principali. Nell'Ottocento, durante la dominazione austriaca, le lampade ad olio vengono sostituite da quelle a gas. L'energia elettrica arriva nel 1887, ma solo per i privati. L'elettricità viene estesa anche ai luoghi pubblici di Venezia solo nel 1927.

Fàr el còdega è diventato poi anche un sinonimo di servìr da mocolo, in italiano reggere il mòccolo (intesa generalmente come candela), spesso indicato come terzo incomodo o colui che supporta qualcun altro in particolari condizioni.

Oggi, Codega è un cognome nonché il nome di un premio internazionale dedicato alle eccellenze nel campo del lightning design che si svolge in Riviera del Brenta, nel veneziano: Premio Codega / Codega Awards, appunto.

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Pubblicato: Mercoledì, 30 Maggio 2018 — Aggiornato: Mercoledì, 20 Giugno 2018