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C'è chi ritiene che il nome derivi da gnau, il verso del gatto, sicuramente era un mascheramento apprezzato dai giovani omosessuali che durante l'anno erano costretti a nascondere la propria natura.

C'è da dire che comunque, ora come in passato, travestirsi del sesso opposto al proprio, è sempre divertente e intrigante.

L’aspetto felino ha qualcosa che ricorda Arlecchino e, in genere, la natura ambigua e androgina di ogni maschera.

Ma la materia è scabrosa: la bisessualità; e più che una maschera la Gnaga è un travestimento, dal maschile al femminile

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