Particolare della lapide commemorativa di Jacopo Robusti, detto Tintoretto (Marco Trevisan, Bazzmann+Venipedia)

Particolare della lapide commemorativa di Jacopo Robusti, detto Tintoretto (Marco Trevisan, Bazzmann+Venipedia)

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A Cannaregio, a dieci passi dall’ormai celebre “Siór Rioba” con il suo naso rotto e relativa protesi metallica c’è la casa di uno dei più famosi pittori veneziani. Quella di Jacopo Robusti, detto “Tintoretto”. Una dimora che è sfuggevole agli occhi meno accorti, o per chi si è annotato il punto esatto nel sestiere veneziano, che può incuriosire tuttavia per la sua forma stretta e allungata. A testimoniarlo una lapide con un bassorilievo che ritrae la testa del pittore.

Palazzo quattrocentesco di dimensioni e forme inconsuete per il suo essere stretto e alto. La presenza nella zona di quattro statue raffiguranti mori, fa supporre che in quest'area ci fosse l'antico Fondaco degli Arabi, anche se la sua localizzazione precisa rappresenta ancora fonte di mistero.

La casa del Tintoretto è un palazzo risalente al Quattrocento in stile gotico, alto e stretto con una splendita trifora al primo piano. Sulla sua facciata si trovano una piccola statua in marmo rappresentante Ercole con clava e una lapide a ricordo di Jacopo Robusti detto Tintoretto, che visse nella casa per vent'anni. La residenza è attualmente privata ed abitata.A testimonianza, la lapide riporta la scritta:NE PRAETEREAS VIATOR
JAC. ROBUSTI QUI TINTORETTO
DOMUM VETUSTAM
INDE TABULAE INNUMERAE
MENTE PENICILLO IPSIUS PERACRI
AFFABRE ELABORATAE
PUBLICE PRIVATIMQ. ASPECTAB

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