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Domenico Morosini fu il 37° doge della Serenissima (1148-1156).

Aveva 68 anni (era nato nel 1080).

Buon militare e abile diplomatico, egli attuò all’interno come all’esterno una politica di riappacificazione e di serenità.

All’esterno ottenne la riconoscenza del basileus per l’alleanza vittoriosa contro i normanni e quindi una nuova crisobolla che garantì vantaggi economici e commerciali e l’ingrandimento del quartiere veneziano lungo il Corno d’Oro.

All’interno riuscì a riportare la pace tra le famiglie che si erano scontrate sotto il governo del suo predecessore, Pietro Polani, approfittando delle vittorie militari ottenute contro i normanni da Naimero e Giovanni Polani. Questi ultimi con la loro flotta di 60 galee avevano liberato Corfù, che Ruggero II d’Altavilla occupava (1147), mettendo i normanni in condizione di non nuocere agli interessi dei bizantini. Non appena i Polani rientrarono a Venezia (1149), il nuovo doge eletto li fece riappacificare con i Badoer e con il patriarca Enrico Dandolo.

Il papa Beato Eugenio III (1145-1153), soddisfatto, tolse l’interdetto, lanciato l’anno precedente, e premiò il doge nominandolo Dominator Marchie per aver stipulato precisi accordi con Fano.

Morì nel febbraio del 1155.

Il suo monumento sepolcrale era addossato ad una parete della Chiesa di S. Croce, ma venne distrutto quando la chiesa fu demolita all’inizio dell’Ottocento.

(gidi)

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Prima pubblicazione: Martedì, 02 Aprile 2013 — Ultimo aggiornamento: Martedì, 13 Maggio 2014

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