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Due le residenze della famiglia francese Hériot che vennero cedute al Comune di Venezia con il vincolo di utilizzarle per finalità educative; nel 1949 venne aperta una scuola elementare.

Oggi la villa principale ospita l'Università Internazionale dell'Arte e la Société Européenne de Culture mentre nella depandance è stata fondata la Casa della Memoria e della Storia del '900 veneziano.

Con l'espropriazione napoleonica dei possedimenti dei monasteri, la destinazione della maggior parte dei terreni “liberati” mutò in industriale; molte fabbriche sorsero accanto a quelle più antiche: cantieri, officine meccaniche, fabbriche di pitture, molini, pastifici, birrerie, tessiture, cementifici, corderie, orologerie, saponifici, fonderie, ecc.

Nel 1882 sorse la fabbrica del Molino Stucky, che divenne punto di riferimento per la nascente architettura industriale. Fra il 1942 e il '52 ca., nella zona della laguna sud dietro alla “fabbrica” Fortuny, i fratelli Scalera crearono anche un centro di produzione cinematografica, la “Scalera Film”), fra il 19° e il 20° secolo diverse ville vennero costruite negli orti degli ex conventi e monasteri, soprattutto da stranieri che vivevano solo parzialmente a Venezia.

E si ebbe nuovamente una fervente vita mondana, animata soprattutto dalla famiglia Hérion (1878 Fabbrica di Orologi Junghans e Fabbriche Tessili Hérion), che riceveva nel lussuoso “salotto” del giardino Eden; nel 1928 il giardino fu ceduto ad Aspasia di Grecia, la quale riportò il giardino agli antichi splendori, con ospiti fra i più illustri del tempo.

Vicino all'area oggi occupata dall'Hotel Cipriani c'era, sin dal 1914, un grande orto con una piccola costruzione, di proprietà di un inglese, chiamato all'italiana Vittacchera, che assieme alla famiglia vi soggiornava durante il periodo estivo immortalando nella pittura le bellezze lagunari. Nel 1920 l'inglese vendette la proprietà al veneziano Malignani, il quale a sua volta, nel 1926, non avendo ottenuto il permesso dal Comune di utilizzare l'orto quale deposito di cemento, lo rivendette alla famiglia francese Hériot che vi costruì 2 ville in stile pseudo bizantino-veneziano, ricche di colonnine di marmo d'Istria, di capitelli, di travi, architravi, patere; il tutto adornato da un decorativo giardino; la costruzione, affidata al progettista-decoratore Raffaele Mainella, all'ing. Mario Radaelli e al geom. Merlo, fu ultimata nel 1929. Anche in questa villa furono organizzate sfarzose feste, sino agli inizi della 2° guerra mondiale, quando la proprietà venne requisita prima dai tedeschi e poi dalle truppe alleate, che purtroppo non ebbero cura del ricco arredamento. 

Nel 1949 le due ville e l'annessa costruzione per la servitù vennero vendute al Comune, con la clausola di farne scuole pubbliche per bambini. 

La villa principale divenne sede della scuola elementare “Carlo Goldoni” (chiusa agli inizi degli anni '90); attualmente vi sono le sedi della U.I.A. (Università Internazionale dell'Arte) e della S.E.C. (Société Européenne de Culture). 

Nella dépendance trovò temporaneamente sede la Scuola “all'aperto” “D. Manin”, che accoglieva bambini poveri predisposti alla TBC (tubercolosi): le lezioni, durante la bella stagione, si svolgevano all'aperto, alternate a turni di riposo ricreativo per non stancare i ragazzi. Successivamente, dal 1984, vi trovò sede la biblioteca pedagogica “Bettini” (dal 2007 trasferita in altra sede). 

Attualmente ospita la “Casa della Memoria e della Storia del '900 veneziano” e le associazioni: IVESER (Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea), rEsistenze (Associazione per la Memoria e la Storia delle donne in Veneto), Olokaustos (Associazione di Studi Storici), ANPPIA (Associazione nazionale perseguitati politici antifascisti - Sezione di Venezia). Il fabbricato inizialmente riservato ai domestici ospita attualmente la Scuola Comunale per l'Infanzia “S. Francesco”. 

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Prima pubblicazione: Martedì, 26 Agosto 2014 — Ultimo aggiornamento: Martedì, 30 Maggio 2017

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