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Dimora pubblica dei nove Procuratori di San Marco, la seconda carica a vita dopo quella di doge.

Pensa che la Serenissima, per impreziosire le case dei suoi Procuratori, fece colorare la pietra d’Istria che abbellische il palazzo e, solo grazie al recente restauro, questi effetti cromatici sono stati riportati alla luce.

Le Procuratie vecchie svolgevano sia la funzione di uffici che di residenza dei nove Procuratori di San Marco, la seconda carica della Repubblica.

L’estensione del complesso parte dalla Torre dell’Orologio (ricavata da alcuni vecchi edifici demoliti verso la fine del Cinquecento) e termina presso l’Ala Napoleonica, elemento di raccordo con le Nuove Procuratie. Il portico è composto da cinquanta arcate, mentre si contano ai piani superiori ben 100 finestre.

L’attribuzione del disegno è incerta: dopo anni in cui è stato attribuito a Mauro Codussi (autore del disegno della vicina Torre dell’Orologio), tra i nomi attualmente ipotizzati figura tra i vari lo Scapagnino. Sicuri invece sono il nome del direttore dei lavori, ossia Guglielmo De Grigis (il Proto invece era Bartolomeo Bon) e la data dei lavori, iniziati nel 1517 e terminati nel 1538. Cinque anni prima della nuova realizzazione un incendio distrusse una parte delle antiche fabbriche risalenti al XII secolo.

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Prima pubblicazione: Mercoledì, 09 Maggio 2012 — Ultimo aggiornamento: Giovedì, 28 Marzo 2013

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