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Arredi e opere d'arte del Settecento e dell'Ottocento ogni anno attraggono più di centomila visitatori.

Non è solo il capolavoro di Giambattista Tiepolo ad affascinare ma anche il suggestivo parco premiato nel 2008 con il titolo di più bello d’Italia.

Il complesso monumentale Villa Pisani Museo Nazionale, di proprietà del demanio, appartiene alla categoria di beni definita dal Codice dei Beni Culturali (D. Lgs 42/2004), all'art. 101, c. 2, lett. f), formati da una “pluralità di fabbricati anche di epoche diverse, che col tempo hanno acquisito, come insieme, un'autonoma rilevanza artistica, storica o etnoantropologica”. La gestione è affidata alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso con il finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. 

Il percorso museale prevede una visita alla villa e una, congiuntamente o meno, al parco.

La visita alla villa prevede una passeggiata tra le trenta sale del piano nobile, nelle quali sono conservati arredi e dipinti originali. Giambattista Crosato, Jacopo Guarana, Giuseppe Zais sono solo alcuni degli artisti che hanno contribuito ad arricchire la villa, oltre al famoso Giambattista Tiepolo

Particolarmente interessanti gli affreschi che rappresentano la vita in villa: nella sala del Trionfo di Bacco si celebra il dio del vino e della musica, nella sala della Villeggiatura si raffigurano i rapporti tra dame e cavalieri del settecento e non manca una sala dedicata alle arti. Fiore all’occhiello della residenza, nella sala da ballo, è sicuramente il grandioso affresco di Giambattista Tiepolo che celebra la Gloria della Famiglia Pisani: una composizione allegorica in cui sono rappresentate le figure della famiglia, morbidamente sedute tra nuvole rosa. Il capolavoro del Tiepolo è miracolosamente scampato a distruzione, poiché durante i lavori di ammodernamento voluti da Eugenio Beauharnais stava per essere eliminato. 

Di notevole pregio anche gli arredi, tra cui spicca l’appartamento napoleonico: mobili in stile impero, un sontuoso letto a baldacchino, arredi ad opera dell’intarsiatore Giuseppe Maggiolini e i monocromi di Giovanni Carlo Bevilacqua che narrano il mito di Amore e Psiche. Inoltre, sono ancora esposti vetri e ceramiche del Settecento, utilizzati nei raffinati pranzi e ricevimenti nobili. 

Il parco, realizzato precedentemente alla villa su progetto dell’architetto Gerolamo Frigimelica de’ Roberti, occupa un’intera ansa del fiume Brenta. Si estende su una superficie di 11 ettari e presenta ampi spazi verdi, numerose specie botaniche, le scuderie e il famoso labirinto con la sua torretta centrale luogo di intrattenimento per gli ospiti in visita a Villa Pisani. Nel corso dei secoli ha subito diversi interventi che ne hanno cambiato l’aspetto, rendendolo sempre più curato e ricco. 

Nel Settecento, la struttura prospettica rappresentava un incrocio fra la tradizione veneta del giardino cintato - aperto con portali e finestre sul Brenta - e il modello francese Reggia di Versailles applicato da André Le Notre. Nello stesso periodo venne costruita la Coffee House, circondata da un anello d’acqua che durante le stagioni calde veniva adibita a "Casa dei Freschi", cioè ghiacciaia.

Con l’arrivo di Napoleone, al giardino si aggiunse un boschetto inglese e soprattutto gli orti ornamentali vennero trasformati in Orangerie mentre durante il dominio austriaco dell’Ottocento vennero effettuati degli interventi di botanica in vaso e terra, con l’introduzione di serre tropicali. 

Solo nel 1911 infine, venne costruita la grande piscina d’acqua del parterre, ad opera dell'Istituto Idrografico dell'Università di Padova.

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Prima pubblicazione: Martedì, 08 Aprile 2014 — Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 03 Maggio 2017

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