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Chiamata dai veneziani affettuosamente dell'Anzolo Rafael, è una delle 8 chiese più antiche di Venezia erette su volontà del vescovo di Oderzo, San Magno.

Si raggiunge da San Basilio verso Piazzale Roma, percorrendo fondamenta San Sebastiano e girando poi a sinistra all'ultimo ponte.

La leggenda narra che San Magno, vescovo di Oderzo luogo dove egli visse da eremita, fondò otto chiese veneziane: Santi Apostoli, San Giovanni in Bragora, Santa Giustina, Santa Maria Formosa, San Pietro di Castello, San Raffaele, San SalvadorSan Zaccaria. Dedicata inizialmente sia all'Angelo Raffaele che a San Nicola, successivamente fu intitolata unicamente a San Raffaele Arcangelo.

Sicuramente la chiesa che oggi noi possiamo vedere non ha nulla a che vedere con l'edificio originale visto che, sempre secondo la tradizione, il luogo di culto perì a tre incendi quello dell'899, quello del 1106 e quello del 1149 e di conseguenza venne ricostruita completamente tre volte.

La data precisa della fondazione del tempio non è certa mentre è stata ufficialmente consacrata, e pertanto citata in un documento ufficiale, nel 1193. Questa costruzione, composta da tre navate, sopravvisse all'usura del tempo fino al Seicento quando le precarie condizioni, non garantendo stabilità alla struttura, portarono al suo abbattimento e alla fabbricazione di una nuova chiesa.

Nel 1639 il nuovo luogo di culto venne consacrato e il progetto venne curato dall'architetto Francesco Contin. Non fu l'ultimo intervento in quanto, durante un lavoro di ristrutturazione alla facciata su Rio dell'Angelo Raffaele del XVIII secolo, questa crollò rovinosamente al suolo e la sua ricostruzione comportò una nuova consacrazione datata 1749. Il cedimento della facciata portò con sé anche l'organo secentesco che Gaetano Amigazzi ricostruì e inaugurò nel 1749. Successivamente, l'organo Amigazzi venne ceduto e sostituito da quello dei fratelli Antonio e Agostino Callido nel 1812; 50 anni dopo, le abili mani dei fratelli Bazzani si occuparono di restaurare il prezioso organo conservandone le fattezze originali.

L'ultimo rimaneggiamento non cambiò nella sostanza il lavoro svolto dall'architetto Contin che prevedeva una chiesa con pianta a croce greca, un'entrata lungo la fondamenta che la divide dal canale dell'Angelo e un ingresso laterale, il più utilizzato, che si trova lungo la direttrice principale pedonale. Sopra il portale d'ingresso della facciata sul canale, si può ammirare una statua allocata in una nicchia e meritevole di nota: questa raffigura l'Angelo Raffaele con Tobiolo opera di Sebastiano Mariani da Lugano.

Ponendo lo sguardo all'interno, non passano inosservati i dipinti che raffigurano scene dal libro di Tobia con l’Angelo Raffaele come protagonista, realizzati da GianAntonio Guardi, tra il 1750 e il 1752; alcuni, ancora oggi, ritengono che gli affreschi siano opera del fratello più conosciuto Francesco ma la tesi sembra non essere avvalorata. I cinque pannelli si trovano sopra l’ingresso principale e raccontano le vicende di Tobiolo e dell’arcangelo Raffaele narrata nell’Antico Testamento, eseguiti con pennellate fugaci tipicamente in stile rococò; una particolare illuminazione valorizza al meglio tali opere.

Oltre i lavori del Guardi, a destra dell'organo si trova la grande tela della Cena di Cristo di Bonifazio da Verona noto anche come Bonifacio De' Pitati mentre a sinistra un'Ultima Cena della bottega di Paolo Veronese; l'autore potrebbe essere Alvise Dal Friso figlio di una sorella di Paolo Caliari, che per la chiesa dell'Angelo Raffaele dipinse Centurione dinanzi a Cristo. Sino tantissime le opere presenti all'interno, tra le altre si segnalano: Castigo dei serpenti di Antonio Vassillacchi detto l’AlienseS. Francesco riceve le stimmate di Jacopo Palma il GiovaneS. Alvise Vescovo e santi Sebastiano, Gerolamo e Giovanni Evangelista di Francesco Fontebasso, Arcangelo Raffaele con Tobia e Gloria di angeli e cherubini di Michelangelo Morlaiter.

Dietro la chiesa, dal campo di notevole dimensioni, si possono notare due campanili con cupola sormontata da lanterna e croce, una piccola nicchia contenente la statua raffigurante l'Angelo Raffaele che ricorda la costruzione originaria del XII secolo e le due vere da pozzo in pietra d’Istria che portano gli stemmi della famiglia Ariani e le immagini dell’Angelo Raffaele e San Niceta.

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Prima pubblicazione: Venerdì, 27 Gennaio 2017 — Ultimo aggiornamento: Venerdì, 10 Marzo 2017

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