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Uno degli insediamenti lagunari più antichi nonché isola evocativa per eccellenza. Opposta ai colori sgargianti della vicina Burano, si respira un territorio denso di storia, con monumenti che solleticano la fantasia come il Trono di Attila e il Ponte del Diavolo.

Posizionata a poca distanza dalle isole di Burano, Mazzorbo e Mazzorbetto, il nome dell'attuale isola di Torcello sembrerebbe derivare da Dorceum — isolotto paludoso — o da Turricellum, probabile nome di una delle porte dell’antica Altino.

In passato fu il cuore della vita sociale ed economica della civiltà veneziana, abitata stabilmente fin dal VII secolo da una popolazione dedita alla caccia, alla pesca e alla raccolta del sale, luogo in cui sembra probabile vi fossero anche alcune ville periferiche vicino alle case dei pescatori. Oggi è un'isola abitata da poche decine di persone, che resistono insieme alle costruzioni del passato, testimonianza della vita nell'isola.

La decadenza di Torcello iniziò a partire dal IX secolo, la cui attività economica e sociale venne pian piano, ma completamente, assorbita dal centro realtino. Lo spopolamento fu dovuto probabilmente a vari motivi, ma si può ritenere che molto contribuirono la malaria e la minaccia d'interrimento della circostante zona lagunare, tanto da far trasferire la stessa sede episcopale a Murano. Dell'antica importanza rimasero tracce nella sopravvivenza del consiglio in territorio muranese, nello statuto e nel libro d'oro, unica eccezione di un grado così alto di autonomia consentito dalla Serenissima.

Uno dei simboli dell'isola, conosciuto soprattutto per le due leggende ad esso legate, è il Ponte del Diavolo la cui importanza storica è data dall'essere uno degli ultimi esempi visibili degli antichi ponti senza spallette e parapetti di protezione, molto più comuni e diffusi nel passato.

La Chiesa di Santa Fosca — uno dei più antichi monumenti veneti di stile ravennate — insieme alla Cattedrale di Santa Maria Assunta — una delle chiese più antiche di Venezia — rappresentano le opere torcellane più imponenti, insieme al collegato campanile che si staglia nel panorama lagunare, quasi a protezione dell'isola. Leggendario è anche il Trono di Attila — un vero trono in pietra, probabilmente risalente al V secolo — vicino ai Palazzi del Consiglio e dell'Archivio — oggi sedi del Museo Provinciale di Torcello.

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Pubblicato: Domenica, 25 Giugno 2017 — Aggiornato: Lunedì, 20 Novembre 2017

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