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Con la definizione nóvo de bałin viene inteso tutto ciò che è in qualche modo nuovissimo, che con la variante nèto de bałin assume anche il significato di essere senza soldi, o addirittura nullatenente.

Non essendoci fonti che ne danno direttamente un significato storico o etimologico, molte sono le possibili provenienze da cui potrebbe provenire de bałin.

La prima possibile interpretazione si riferisce alla parola pałin che indica la minuziosa e attenta pulizia richiesta alle antiche pergamene per il loro riuso, il cui il risultato finale era talmente soddisfacente che in apparenza sembravano nuove, appena fabbricate.

Una seconda provenienza è legata al pallino nel gioco della carambola, dove la caratteristica è di essere completamente bianca, senza la presenza di numeri o altre decorazioni come accade per le altre palle da gioco, palla che tra le altre cose serve appunto ad iniziare una nuova partita nel gioco del biliardo.

Una terza derivazione potrebbe essere legata ai pallini da fucile, di radice germanica ballèin/pallèin. In questo caso l'eventuale provenienza potrebbe legarsi al fatto che i pallini da fucile raramente vengono riutilizzati per la loro stessa natura e, dunque, risultano essere nella maggior parte dei casi completamente nuovi e puliti.

Infine, potrebbe esserci un possibile "gemellaggio" con la definizione cugina nuovo di pacca che alcuni sembrano associare al termine finnico pakka/pakke indicante l'involucro che contiene un nuovo mazzo di carte, ancora da aprire, e in genere comunque un involucro che contiene merce. Il gemellaggio potrebbe risiedere nella definizione che ne dà il Boerio al termine bałin, nella sua definizione bałin de le carte da zogo che indica come "Involtura che contiene quattro mazzi di carte".

Legato al modo di dire nèto de bałin, si ritrova la storia di un certo Antonio Cestari del quale si dice che restò "nèto de bałin, come che so mama ło gaveva fato" a causa di una corposa perdita al gioco al punto che no ghe restò neanca ea camisa. Si narra che egli dovette restare completamente nudo e chiuso in una soffitta, potendo uscire vestito con gli abiti del padre solo la notte. Quando la Signoria lo scoprì, lo condannò al remo (anno 1762) per debiti non saldati e sedimentato vizio del gioco.

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