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Fu denominata Piazza e non Campo per renderla unica e distinguerla da tutto il resto. Scelta azzeccata. In quale altra città si possono vedere tanti gioielli tutti insieme?

Non c'è momento della giornata che si possa trovare questo luogo deserto, tranne nelle prime ore del mattino. Del resto, tra i turisti che fissano incantati le bellezze della piazza e i lavoratori e cittadini che ci vivono, è davvero difficile potersela gustare in solitudine.

Il "Salotto dei veneziani", uno dei simboli della Repubblica di Venezia e uno dei luoghi più cari al popolo.

È costrituito da tre zone:

  • la Piazza propriamente detta: l'area racchiusa fra le Procuratie Vecchie, le Procuratie Nuove e le Procuratie Nuovissime, l'omonima Basilica e lo svettante Campanile;
  • la Piazzetta San Marco: in pratica l'accesso monumentale all'area marciana per chi proviene dal mare attraverso le due famose colonne di San Marco e di San Teodoro fino ad arrivare a Palazzo Ducale e la Biblioteca Marciana; 
  • la Piazzetta dei Leoncini: l'ambito a lato della Basilica, davanti al Palazzo Patriarcale e a sinistra della Torre dell'Orologio.

Piazza San Marco nell'XI secolo si mostrava molto più piccola dell'attuale ed era un brolo, un campo erboso, con la Basilica separata da Palazzo Ducale dal rio chiamato batario. Nel secolo successivo il canale venne interrato per volere del doge Sebastiano Ziani e venne ricavata l'attuale Piazzetta San Marco. La pavimentazione in cotto fu posta per la prima volta nel 1267 e poi lastricata nel 1392 su decisione del doge Antonio Venier, alternando al cotto liste di marmo bianco; subì numerosi interventi fino all'ultimo, nel 1893, che portò al risultato ancora visibile ai giorni nostri.

La Piazza è lunga 175,5 metri e larga 82 davanti alla Basilica mentre si riduce l'ampiezza a 57 metri davanti all'Ala Napoleonica; la forma ricorda quella di un trapezio.

La Piazzetta San Marco nell'antichità rappresentava la porta d'accesso alla città in quanto, dalla laguna, si poteva accedere ai due centri del potere: Palazzo Ducale, sede del potere politico e la Basilica di San Marco, dove invece si toccava con mano il potere religioso ed ecclesiastico. Nell'angolo destro della Basilica è presente la Torre dei Bandi, sulla quale venivano letti al pubblico i nuovi regolamenti, le ultime sentenze e qualsiasi altra comunicazione di carattere ufficiale.

Nelle vicinanze si trovano i due pilastri acritani, con figure di foglie d'acanto, code di pavoni e tralci di vite, portate in città da Lorenzo Tiepolo nel 1256; questi le aveva sottratte alla città di San Giovanni d'Acri (nell'attuale Libano). Le due colonne venivano usate come monito al mondo, per ricordare quanto la Repubblica di Venezia fosse una potenza politica e militare. Sempre di origine mediorientale, appoggiati all'angolo destro della Basilica, si notano i Tetrarchi: i "quattro mori" in porfido rosso egiziano provenienti da Costantinopoli, che sembra simbolizzino l'abbraccio fraterno tra Venezia e Bisanzio, città conquistata militarmente dalla città lagunare ma alla quale la Serenissima si è sempre sentita culturalmente molto unita.

La Piazzetta dei Leoncini prende il nome dalla presenza di due leoni accovacciati in marmo rosso di Verona, scolpiti da Giovanni Bonazza nel 1722; l'area è dedicata a papa Giovanni XXIII, come ricorda una lapide bronzea presente al civico 315. In centro alla piazzetta, si trova una vera da pozzo di notevole bellezza posizionata su un cassettone utilizzato per la raccolta dell'acqua piovana, realizzata da Andrea Tirali, e una piccola fontana.

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Prima pubblicazione: Venerdì, 01 Giugno 2012 — Ultimo aggiornamento: Martedì, 03 Novembre 2015

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