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Nella Repubblica di Santa Margherita. Storie di un campo veneziano nel primo Novecento

Giovanni Sbordone ci parla di Campo Santa Margherita, un campo veneziano e le sue molteplici affabulazioni: l'oleografia dei sestieri popolari e la folla degli scioperanti con le bandiere rosse, il Primo Maggio e il carnevale, un immaginifico capo-portuale chiamato Pastassuta e una repubblica proclamata all'osteria.

 

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I luoghi della libertà. Itinerari delle guerra e della Resistenza in Provincia di Venezia

Partendo dai risultati dell’omonima guida, pubblicata nel 2009, Marco Borghi, direttore dell'IVESER illustra percorsi ed itinerari legati alle vicende resistenziali nel territorio veneziano, articolati in 9 aree geografiche aggregate intorno ai centri più rilevanti (Cavarzere; Chioggia; la Rivera del Brenta; Mirano; Mestre e l’entroterra; Venezia; San Dona di Piave; Portogruaro) che coprono buona parte del territorio provinciale.

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Venezia è una regata

Tra mare e laguna sud risaltano i litorali del Lido e di Pellestrina verso Chioggia. Tra mare e laguna nord, verso Cavallino-Treporti e Jesolo percorrendo l’ambiente magico di Murano, Burano e Torcello, ci si immerge nella natura, ammirando il volo di aironi e fenicotteri rosa.

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Cronache dal passato: l'isola del Lazzaretto Vecchio - Conferenza finale del ciclo

Venezia fu la prima città in Europa a promuovere interventi concreti per prevenire ed evitare le pestilenze che a partire dal XIII secolo flagellarono le popolazioni, nessuno stato sociale escluso.

Il Lazzaretto Vecchio oggi piccola isola a ridosso del Lido di Venezia rappresenta ancora oggi nella sua interezza architettonica il primo esempio europeo di organizzazione civile nella prevenzione verso la terribile malattia.

Il termine lazzaretto, nelle lingue europee, è derivazione lessicale della piccola isola lagunare.

Relatore: Maurizio Crovato (giornalista).

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Nella Laguna di Venezia del 1800 si ammarinavano le anguille: riscoperte storiche

L’ammarinatura delle anguille a Treporti nel 1822 -1848 rappresenta l’unica impresa proto-industriale di quel borgo nel corso dell’Ottocento quando in isola di Portosecco venne aperta, appunto, una piccola fabbrica per l’ammarinatura delle anguille.

Si trattava di un edificio di circa 500 mq dove nel corso della stagione produttiva, da ottobre a dicembre, vi trovavano lavoro quasi cento persone, provenienti anche dalle vicine frazioni lagunari.

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