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I sestieri suddividono la città di Venezia in sei parti. Per concetto corrispondono ai quartieri, usati nelle altre città del mondo. Questa suddivisione risale fin dai tempi di origine della città, e ognuno di esso possiede una numerazione unica. Per questo è facile vedere un numero molto alto (ad es: 2123) a fianco di un numero molto basso (ad es: 125). Si sente parlare di sestiere anche nell'isola di Burano e a Pellestrina, sebbene in realtà abbiano rispettivamente cinque e quattro quartieri.

In città la numerazione civica è unica per ciascun sestiere, tranne alcune eccezioni per le aree più grandi nelle isole non collegate da ponti, e raggiunge numeri a quattro cifre, fino a toccare i quasi 7000 a Castello. Questo particolare sistema di numerazione, insieme alla naturale complessità della viabilità e urbanistica veneziana, porta ad avere anche due numeri civici molto diversi fra loro a poca distanza l'uno dall'altro.

I loro nomi sono:

  • Cannaregio, che prende il nome dai canneti presenti nella zona paludosa su cui si è sviluppato;
  • Castello, deve il suo nome alla fortificazione costruita a difesa, di cui ancora oggi se ne possono vedere le tracce;
  • Dorsoduro, richiama le compatte dune sabbiose di questa zona;
  • San Marco, deriva dal nome dalla basilica;
  • San Polo, rappresenta il centro di Venezia;
  • Santa Croce, deve il nome all’antica chiesa di Santa Croce, non più esistente.

Non si esauriscono però con la sola zona storica della città, ma includono anche altre zone come: la Giudecca fa parte di Dorsoduro, l'isola di San Giorgio Maggiore di S. Marco e l'isola di San Michele, sede del cimitero cittadino, fanno parte di Castello.

Le suddivisioni amministrative all'epoca della Repubblica Serenissima

Storicamente isestieri ripartivano le circoscrizioni della città di Venezia. Sin dai tempi più antichi tale suddivisione si rifletteva anche nella composizione di alcune cariche nella magistratura dell'epoca, come i sei Consiglieri ducali eletti nel Minor Consiglio, uno per ciascun sestiere. La sorveglianza di queste zone era delegata a particolari funzionari, i Capisestiere, incaricati di riferire al governo sull'identità e il comportamento dei cittadini residenti.

La suddivisione in sestieri era un modello che spesso veniva esportato anche in quei territori sotto il controllo della Repubblica di Venezia, che venivano in tal modo associati ad uno dei rioni cittadini, come nei casi dell'isola di Creta e dei territori del Dogado.

La rappresentazione dei sestieri nel ferro da gondola

Simbolicamente i sestieri dovrebbero essere rappresentati dai sei denti anteriori del ferro da gondola — la tipica decorazione anteriore di queste imbarcazioni — che assieme al dente posteriore rappresentante l'isola della Giudecca, alla forma a "S" ricalcante il percorso del Canal Grande, al piccolo arco sopra l'ultima sbarra che ricorda il Ponte di Rialto, e all'ampia voluta superiore indicante insieme il Bacino San Marco e il Corno Ducale — copricapo del Doge — , rappresentano la versione stilizzata della città.

Questa rappresentazione, tuttavia, non ha al momento una certezza storica.