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Ponte che collega l'ampio Campo Santa Maria Formosa, in passato teatro di cacce dei tori, con Ruga Giuffa. 

Sin dal XVIII secolo, come testimoniato da Canaletto in uno dei suoi quadri, il ponte Ruga Giuffa era provvisto di spallette, non in ferro come adesso ma in pietra. Ammirando il ponte da Campo Santa Maria Formosa si nota che esso è affiancato ad altri tre ponti, alcuni dei quali privati, distanziati di pochi metri l'uno dall'altro e che attraversano tutto Rio di Santa Maria Formosa. Venne costruito utilizzando principalmente mattoni, intonaco e pietra d'Istria, l'ultima volta venne ristrutturato nel 1994. La distanza tra le due rive è di circa 6 metri che corrisponde a poco più di 20 passi. Le due rampe sono in trachite mentre la ringhiera è in metallo.

Per quanto riguarda l'etimologia del nome, la versione più accredita delle origini della parola Ruga è legata all'omonimo termine proveniente dal latino con significato di segno sulla pelle, solco mentre alcuni studiosi ottocenteschi quali Tassini, Boerio e Molmenti l'hanno legata alla parola francese rue, strada. Ciò non toglie che le rughe a Venezia sono nate per essere delle vere e proprie strade, più lineari e rigorose delle calli, generalmente caratterizzate dalle facciate principali delle abitazioni fronte camminamento.

Molto più complessa l'origine della parola Giuffa, invece, per la quale sono state formulate due diverse forme di pensiero.

La prima risale al Settecento con Giambattista Galliccioli che fece ricondurre la parola Giuffa a Ziulfa, quale estensione della città armena di Julfa, in quanto la strada al tempo era abitata da commercianti provenienti dal sobborgo d'Hispahan, in Persia, dopo che il re persiano Schach-Abas li cacciò dal loro Paese. Nel Cinquecento furono molti gli Armeni che trovarono rifugio a Venezia e tanti provenienti da Giulfa, ricca e fiorente cittadina persiana che viveva dei commerci internazionali. Non a caso, Ruga Giuffa velocemente divenne un’importante zona commerciale, pullulante di gente e di negozi di vario genere, molti dei quali sempre aperti. In uno spiazzo lungo la strada erano presenti anche un cambiavalute e un banco di assicurazioni; si sottolinea comunque che nella zona non vivevano solo famiglie armene ma anche facoltose casate veneziane.

Secondo Giuseppe Tassini, invece, l'origine è molto diversa e risulta essere legata alla parola Gagiuffa, etimologia utilizzata in alcuni documenti antichi per denominare Ruga Giuffa. Il vocabolo Gagiuffa si riferisce ai gagiuffos, persone di sesso maschile e femminile che giravano per la città imbrogliando, chiedendo l'elemosina e derubando i passanti; si presume che il ponte e la strada in questione, insieme alla Ruga Giuffa di Sant'Apollonia, potessero essere le antiche sedi di questi imbroglioni.

Un certo dott. T. Elze avvalora questa seconda definizione in quanto il termine gajufus deriva dal dalmato gejupka che vorrebbe dire zingano, in italiano zingaro. Si presume, infine, che dalla parola gajufus derivi la nostra voce gaglioffo ad intendere una persona disonesta, priva di scrupoli, briccone, canaglia, delinquente, farabutto, filibustiere, imbroglione, lazzarone, lestofante, malandrino, malfattore, malvivente, manigoldo, mariolo, mascalzone, ribaldo.

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Prima pubblicazione: Lunedì, 26 Settembre 2016 — Ultimo aggiornamento: Lunedì, 26 Settembre 2016

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