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Da qualsiasi posto si provenga, per accedere in città, ci si imbatterà nel ponte della Libertà, quel ponte che unisce, sia via gomma che via ferroviaria, la terraferma alla città di Venezia.

Poi, girovagando per calli e campi, si noterà che le case adiacenti ai rii e ai canali hanno tutte gli ingressi rivolti verso l'acqua. Infatti, nel passato, il collegamento tra le isole avveniva principalmente per via acquea, con le barche che sostavano, cosìddetto stazio, davanti alla propria porta di casa.

Ci si spostava in barca sia per andare a messa sia per andare a far compere. A partire dalla metà del 1200 circa, i veneziani cominciarono a sentire l'esigenza di collegare le isole tra loro, inizialmente con passerelle di legno per passare, poi, a strutture permanenti e preferibilmente in pietra. E' così che sono nati i primi ponti.

Ancora oggi, in occasione di due festività annuali tanto care agli abitanti di Venezia, vengono allestiti due ponti votivi temporanei: il primo, la terza domenica di luglio, in concomitanza con la festa del Redentore, che collega le Zattere alla Chiesa del Redentore sita nell'isola della Giudecca mentre il secondo, il giorno 21 novembre, nella ricorrenza della Madonna della Salute attraversa il Canal Grande partendo da Campo Santa Maria del Giglio fino ad arrivare nella riva opposta vicino alla Basilica di Santa Maria della Salute.