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Vincitrice del mondiale 2015 di fioretto paraolimpico, doppio oro ai campionati europei 2014, sia individuale che a squadre, e già campionessa Italiana della specialità.

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Beatrice Maria "Bebe" Vio, nata “scout” come lei si descrive, è anche autrice di un libro di successo edito da Rizzoli, “Mi hanno regalato un sogno”, con  la prefazione di un suo amico, Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti, che la definisce simpaticamente “pazzesca Bebe”.

Pratica lo scherma già dalla giovane età di sei anni, interrotta a fine 2008 quando viene colpita – a soli 11 anni – da una meningite fulminante che ne causa una grave infezione al sangue, con conseguente amputazione degli avambracci e delle gambe. Trascorre tre mesi e mezzo in ospedale per la degenza, poi ritorna immediatamente a scuola. Dopo un anno di riabilitazione motoria e fisioterapia riprende gli allenamenti agonistici grazie ad una protesi appositamente progettata.

Bebe è una donna di una forza interiore straordinariamente positiva, il cui motto personale è «Io posso fare tutto quello che io voglio fare».

Dietro a lei una famiglia solida e straordinaria, con i genitori Teresa e Ruggero Vio, oltre ai due fratelli, che nel 2009 hanno fondato una onlus, la Art4sport, “di sostegno alla integrazione sociale tramite la pratica sportiva di quei bambini che hanno subito amputazioni”.

Bebe Vio è stata tedoforo ai Giochi paraolimpici di Londra e scelta come testimonial della Regione Veneto per l’Expo di Milano.

Studia e vive a Mogliano Veneto (TV).

Motivazione della premiazione come Veneziano dell'Anno 2015:

Paladina e voce della verità per tante persone, ha saputo trasmettere con doti straordinarie di semplicità e serenità, i grandi valori della partecipazione, diffondendo la conoscenza dello sport per tutti. Esempio assoluto di coraggio determinazione e gioia per le nuove e vecchie generazioni.

Galleria immagini

Premiazione Veneziano dell'Anno 2015 – In attesa del conferimento
Premiazione Veneziano dell'Anno 2015 – Dopo il conferimento
Premiazione Veneziano dell'Anno 2015 – Un retroscena

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