Venipedia: molto più di un'enciclopedia di Venezia. – La miglior guida di Venezia.

Letterato dalmata noto in Italia per aver redatto il primo Dizionario della lingua italiana.

A Venezia la sua presenza è ricordata ancora per aver partecipato, insieme a Daniele Manin, alla Rivoluzione veneziana del 1848-1849.

La vita

Niccolò Tommaseo nacque a Sebenico, un piccolo paesino della Dalmazia oggi cittadina croata (Sibenik). Sibenik fu prima possedimento veneziano, poi passò ai francesi e dal 1814 fu sotto il dominio dell’Austria.

I suoi studi iniziarono a Spalato (Croazia) per poi proseguire frequentando l'Università di Padova dove conobbe il filosofo Antonio Rosmini, che divenne suo caro amico e punto di riferimento per diversi anni.

Nel 1822 si laureò in Legge e decise di tentare di farsi strada nel mondo della letteratura. Questo lo porterà a spostarsi spesso tra Venezia, Rovereto, Padova per poi stabilirsi a Milano con l’idea di fondare una rivista anche se il progetto non trovò mai concretizzazione; il capoluogo lombardo gli consentirà di conoscere e stringere un forte rapporto d’amicizia con Alessandro Manzoni, testimoniato nei Colloqui col Manzoni. 

Dal 1827 visse a Firenze e collaborò alla rivista Antologia di Giovan Pietro Vieusseux che venne chiusa nel 1833 — in parte — a causa di un suo scritto ritenuto antiaustriaco. Forzatamente dovette esiliare e si trasferì in Francia prima e in Corsica poi; beneficiando di una amnistia, riuscì a tornare in Italia (1839) e unirsi a Daniele Manin a Venezia partecipando al breve governo della Repubblica Veneziana (1848-49).

Dopo la sua caduta, si rifugiò a Corfù per poi trasferirsi a Torino dove diede inizio, con la collaborazione editoriale di Pomba, alla redazione della sua opera lessicografica più importante: il Dizionario della lingua italiana, realizzata con Bernardo Bellini e altri collaboratori. Tornò a Firenze nel 1859, dove trascorse — in uno stato di salute precario causato da una quasi completa cecità e in ristrettezze economiche — gli ultimi anni della sua vita fino al 1874, anno della morte.

Le opere

Niccolò Tommaseo, uomo di cultura e accademico della Crusca a partire dal 1866, tra i numerosi volumi che scrisse passò alla storia per l’opera, edita postuma, che divenne tra i testi più rappresentativi del Risorgimento italiano: il Dizionario della lingua italiana. Questo lavoro rappresenta il più importante dizionario italiano dell’Ottocento, uscito nel periodo 1861-1879, la cui validità come strumento di consultazione è rimasta tale fino a tutto il Novecento; ancora oggi, rimane un riferimento di primaria importanza nella storia dell’intera cultura italiana. L'opera venne realizzata da Tommaseo assieme a Bernardo Bellini che fu il collaboratore più fedele; parteciparono altri letterati, anche se con ruoli minori, quali Giuseppe Meini, Pietro Fanfani, Giuseppe Campi. Alla morte di Tommaseo, Giuseppe Meini proseguì il lavoro editoriale dal lemma «si» (Bellini era troppo anziano per farsene carico) mentre il principale promotore dell'impresa fu l’editore torinese Giuseppe Pombe, anche se non ebbe il piacere di vedervi la fine. In ambito lessicografico, Tommaseo si elevò anche per il Nuovo dizionario de’ sinonimi della lingua italiana, edito a Firenze nel 1830.

Durante la vita di letterato, Tommaseo scrisse anche un romanzo intitolato Fede e Bellezza redatto durante la permanenza in Corsica ma pubblicato a Venezia nel 1840. Il volume è costituito dalle pagine di diario dei due protagonisti, Giovanni e Maria, che rievocano e narrano in terza persona il loro passato e le loro precedenti esperienze sentimentali. Il libro fu soggetto a numerose ristampe.

Durante il decennio a Venezia, oltre alla prima pubblicazione del Commento alla Divina Commedia e del romanzo Fede e Bellezza, stampò anche la Nuova proposta di correzioni e di giunte al dizionario italiano, Venezia, coi tipi del Gondoliere (1840). Il Gondoliere fu un giornale con cadenza bisettimanale edito a Venezia tra il 1833 e il 1848.

Tommaseo e Venezia

A partire dal 1839 Niccolò Tommaseo si avvicinò a Venezia, partecipando emotivamente ed attivamente al clima politico arroventato della città lagunare, unendosi alle rivendicazioni liberali di Daniele Manin. In particolare, il 30 dicembre 1847, Tommaseo lesse un discorso presso l'Ateneo Veneto nel quale manifestava pubblicamente il suo reclamo a favore della libertà di stampa: in particolare, chiedeva che tale libertà venisse garantita come contemplato dalle leggi austriache del 1815 ma mai applicate in territorio veneziano.

Nella notte tra il 17 e il 18 gennaio 1848 Niccolò Tommaseo e Daniele Manin vennero accusati di cospirazione contro il sistema e per questo arrestati dalla polizia austriaca. L'incarcerazione dei due insurrezionali divenne motivo di malumore nel popolo che, sempre più povero e malnutrito, cominciò a ribellarsi: il governo preoccupato introdusse, il 25 febbraio dello stesso anno, il Giudizio Statario. Questa norma consentiva agli agenti austriaci di intervenire per fermare eventuali tumulti e ribellioni condannando i rivoltosi alla pena di morte immediata, senza appello e senza possibilità di ricorso alla grazia; venivano considerate forme di rivolta anche semplicemente l'indossare certi colori o il cantare determinate canzoni.

Nel marzo del 1848 giunse la notizia della rivoluzione viennese e il popolo a gran voce reclamò la liberazione dei due patrioti: il governatore temporeggiò e in tutta risposta i veneziani giunsero alle Prigioni e aprirono le celle dei prigionieri, portandoli in spalla in Piazza San Marco. Non mancò ovviamente la risposta austriaca che si lanciò sulla folla priva di armi. Manin si impadronì dell'Arsenale e ogni luogo pubblico venne occupato e colorato dei tricolori italiani.

L'occupazione austriaca lasciò il passo alla nuova Repubblica di Venezia al grido: Viva San Marco! Viva l'Italia!

Il 23 marzo 1848 venne istituito il Governo Provvisorio e Manin nominato Presidente; Tommaseo fu ministro con ruoli diplomatici che lo portarono spesso in Francia per stringere alleanze con le truppe francofone. Nel febbraio 1849 Tommaseo venne eletto Presidente dell'Assemblea dei rappresentanti dello Stato Veneto ma vi rinunciò per motivi di salute.

Nel luglio 1848 per Venezia, già decimata dal colera e priva dell'aiuto francese, iniziò una fase di bombardamento da parte dell'esercito austriaco. Per un mese le truppe veneziane cercarono di resistere agli attacchi austriaci per poi arrendersi stremati dalla malattia e dalla fame. Il 24 agosto la Repubblica di San Marco si arrese cessando le proprie funzioni e Tommaseo si rifugiò in esilio a Corfù.

In Campo Santo Stefano è oggi presente una statua che ricorda il letterato dalmata mentre l'Ateneo Veneto gli ha dedicato una sala. 

Altre persone da conoscere

Prima pubblicazione: Lunedì, 17 Luglio 2017 — Ultimo aggiornamento: Giovedì, 20 Luglio 2017

Missiva — La newsletter di Venipedia

Ricevi comodamente gli aggiornamenti, le anticipazioni e le novità di Venipedia nella tua casella postale.