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Scoperta solo recentemente, è apprezzata non solo per il suo indiscutibile talento per la poesia e la letteratura ma soprattutto per le sue riflessioni sulla condizione femminile nel Cinquecento, che la portarono a realizzare l’opera Il merito delle donne.

Moderata può essere considerata una delle prime sostenitrici dell'emancipazione femminile, in un'epoca in cui la cultura era materia esclusivamente maschile.

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Moderata Fonte, il cui vero nome era Modesta Pozzo o da Pozzo, nacque a Venezia il 15 giugno 1555 in una famiglia benestante – suo padre era avvocato – che apparteneva alla classe dei “cittadini originari” veneziani, una nobiltà di second’ordine subito dopo i patrizi. Aveva solo un anno quando la peste uccise i suoi genitori. Assieme al fratello andò allora a vivere nella casa della nonna materna ma un parente avido del patrimonio di cui l’orfanella era depositaria, la prelevò di nascosto e la mise in un convento di suore.

A nove anni fece ritorno in casa dei nonni. Qui il nonno Prospero Saraceni, un colto e lungimirante avvocato con la passione per le lettere, curò la sua istruzione e la incoraggiò a scrivere poesie. Moderata Fonte era una bambina precoce e stupiva per la memoria e la vivacità intellettuale. Più cresceva e più si dimostrava versatile: disegnava, cantava, suonava il liuto e l’apicorda oltre a cucire e ricamare.

La sua più spiccata passione, però, era scrivere; impresa ardua e quasi disperata per una donna del Cinquecento. Modesta però ebbe la fortuna di incontrare un uomo straordinario: Giovanni Nicolò Doglioni. Laureato all’università di Padova, era notaio, studioso di storia e frequentava da sempre la famiglia. Quando rimase vedovo, sposò la zia prediletta di Moderata Fonte, Saracena, e portò la ragazza a vivere con loro; come il nonno, anche Doglioni incoraggiò la ragazza a seguire le proprie inclinazioni. Nel periodo trascorso in casa degli zii, Moderata Fonte compose numerose opere: I tredici canti del Floridoro (1581), La passione di Cristo (1582) e un ragguardevole numero di sonetti, canzoni e madrigali.

Nonostante le sue ambizioni letterarie, Moderata visse appartata rispetto alla società culturale del tempo e, il momento del matrimonio, segnò per lei un periodo di silenzio creativo. Condusse una vita normale di moglie e di madre; ebbe tre figli (due maschi e una femmina) di cui curò personalmente l’istruzione. Il suo bisogno-desiderio di scrivere non si era però sopito del tutto e nel 1588 cominciò nuovamente a comporre e riprese con l'opera Il merito delle donne; nel 1592 diede alle stampe La resurrezione di Gesù Cristo nostro Signore. 

Nel frattempo rimase nuovamente incinta ma, nonostante i disagi della gravidanza, lavorò fino all’ultimo momento al suo trattato sulle donne. Purtroppo, non riuscì però a rivedere il lavoro in itenere: il 2 novembre 1592 morì di parto, cosa che succedeva a tantissime donne dell'epoca. Fu sepolta nel chiostro dei frari minori presso San Rocco.

Doglioni, insieme ai figli di Moderata, curò la pubblicazione Il merito delle donne che uscì pubblicamente nel novembre dell’anno 1600. Doglioni si occupò anche di scegliere il ritratto più rapppresentativo della scrittrice da inserire nel volume e scrivere la premessa al trattato.

Il Merito delle donne di Moderata Fonte

Moderata Fonte incominciò a comporre l'opera dopo la nascita del suo terzo figlio ma la pubblicazione avvenne solo 8 anni dopo la sua morte. Poi, sparì dalla storia della letteratura. Solo negli anni ’70 del Novecento è riemerso dal dimenticatoio nel quale era stato, forse intenzionalmente, abbandonato perchè lo scritto, composto nel penultimo decennio del Cinquecento, non era un semplice testo di notevole valore letterario ma era, soprattutto, un preciso documento del costume veneziano ed in particolare della condizione femminile scritto da una ricca borghese (e non da una nobile o da una cortigiana) e indirizzato all’ambiente borghese a cui apparteneva.

L'opera è ambientata a Venezia, nel 1588 circa, primavera avanzata. Nel giardino di una casa signorile che dà sul Canal Grande sette donne parlano tra loro. La padrona di casa e anima del gruppo è Leonora, una vedova disincantata, arguta e combattiva. Con lei ci sono la giovane ed ingenua Virginia; Elena e Cornelia da poco sposate; la realista Adriana, madre di Virginia; la colta Corinna; la matura Lucrezia. Non discutono in termini astratti sull’amore ma parlano concretamente dell’amore e delle difficoltà che l’amore incontra nella vita vissuta, fuori o dentro il matrimonio.               

L'opera alterna momenti di vitalità e consapevolezza a sbandamenti e capitolazioni, comprensibili nella difficile ricerca di un nuovo rapporto tra i sessi, in un'epoca nella quale l'emancipazione femminile rimane l'isolata aspirazione di pochissime donne, che hanno potuto accedere al patrimonio culturale, di cui l'uomo è unico depositario.

Una rappresentazione teatrale de Il merito delle donne è disponibile integralmente per la visione in Venipedia TV.

(dz)

Galleria immagini

L'immagine di Moderata Fonte scelta da Doglioni per il volume "Il merito delle donne".

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