Venipedia: molto più di un'enciclopedia di Venezia. – La miglior guida di Venezia.

Giuliana fu un'abadessa molto amata, sia dalle consorelle che dal popolo, per il suo profondo desiderio di perfezione morale e religiosa. Visse una vita semplice e dimessa, con uno spiccato spirito di carità nei confronti della povera gente.

A ricordo della religiosa, a Sacca Fisola l'intera fondamenta che si affaccia sul Canale della Giudecca è dedicata a Beata Giovanna.

Giuliana di Collalto nacque durante l’anno 1186 nel Castello feudale di San Salvatore a Susegana, figlia della nobile famiglia dei Collalto, proprietari dei Castelli di Collalto e di San Salvatore. Cresciuta secondo una rigida educazione religiosa, all'età di 10 anni Giuliana consacra la sua vita a Dio entrando prima nel Monastero di Santa Margherita di Salarola, sui Colli Euganei in provincia di Padova, poi in quello di Gemola, dove conosce anche l'altra nobile veneta entrata nella storia per le sue opere cristiane: Beatrice D’Este.

La sua vita di religiosa venne completamente stravolta nel 1222 quando San Biagio le apparve, indicandole il luogo preciso dove costruire un Monastero femminile a Venezia a lui dedicato. Il Martire pose un anello al dito a Giuliana investendola del compito di fondare un complesso conventuale che potesse accogliere consorelle nell'estremo confine dell'Isola di Spinalonga — oggi Giudecca — dove erano già presenti la Chiesa e la Casa d'accoglienza dedicati a San Biagio. 

Quando Giuliana giunse nella città lagunare per adempiere all’incarico conferito dall’alto, il Senato le donò in perpetuo l'ospizio abbandonato perchè ella potesse trasformarlo in Monastero e con esso le venne affidata anche la Chiesa. Fu così che ben presto accorsero numerose ragazze al cospetto dell'Abbadessa Giuliana, molte delle quali nobili, attirate dalla notizia di questa nuova fondazione religiosa prodigiosa.

Giuliana fu una badessa molto apprezzata dalle sue monache e nota per i miracoli che accaddero durante il suo mandato. Per esempio, in un momento di necessità delle sorelle rimaste senza cibo per campare, Giuliana invocò la Divina Provvidenza perchè portasse loro del cibo e poco dopo alle porte del monastero comparve un giovane uomo sconosciuto che depositò del pane e immediatamente scomparve. Si narra, inoltre, che durante la festa del Redentore una tremenda burrasca non consentì al sacerdote di raggiungere in chiesa per celebrare la messa e che questa mancanza, causa di molto dolore per le monache, venne colmata dalla discesa di Gesù Cristo dal Cielo con il Bambino Gesù, riposto tra le braccia dell'Abadessa.

Giuliana — oltre ad occuparsi del Monastero in laguna — restaurò su terra ferma quello di Pianiga, intorno alla metà del XIII secolo. A seguito delle leggi di soppressione degli ordini religiosi di fine Settecento, l'edificio posizionato nell'entroterra veneziana fu poi trasformato prima in Villa privata e poi in residenza estiva della famiglia Rizzi divenendo Villa Rizzi Albarea, oggi una delle più antiche ville venete sulla Riviera del Brenta.

Negli ultimi anni di vita Giuliana soffrì di acuti dolori alla testa e in una di queste occasioni — il primo settembre del 1262 all'età di 76 anni — morì; al suo funerale, una folla di persone la acclamò perchè venisse elevata a Santa. Ancor oggi, vista la causa della morte, Giuliana viene invocata dai sofferenti di emicranie.

La Beata venne sotterrata nell'umile cimitero delle monache posizionato di fronte al Monastero e più di trent'anni dopo alcuni pescatori, per più notti, videro delle fiammelle muoversi sopra la tomba della Beata: il sepolcro venne pertanto estratto dalla terra e all'apertura risultò perfettamente conservato. Da quel momento le spoglie della vergine vennero collocate in una cassa di legno splendidamente decorata — opera d’arte medioevale di notevole pregio oggi custodita nel Museo Correr di Venezia — e posizionate su un altare della chiesa dei Santi Biagio e Cataldo. Nel XVIII secolo, in occasione di una ristrutturazione del luogo di culto, il corpo della Beata Giuliana trovò luogo in una pregevole urna di marmo di Carrara, opera dello scultore Giovanni Maria Morlaiter, oggi il reliquiario si può ammirare sopra l’altare della cappella dedicata a Sant'Anna nella chiesa di Santa Eufemia mentre, per un breve periodo dal 1810 circa al 1822, trovò posto su un altare della Basilica del Redentore

Altre persone da conoscere

Pubblicato: Domenica, 21 Maggio 2017 — Aggiornato: Lunedì, 20 Novembre 2017

Missiva — La newsletter di Venipedia

Ricevi comodamente gli aggiornamenti, le anticipazioni e le novità di Venipedia nella tua casella postale.