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Considerata dalla critica una delle più originali voci poetiche contemporanee. La sua poesia condensa pezzi di mondo, di memoria, di ricordi privati di un io che si fa plurale nel narrare una generazione.

Una poesia che si avvicina alla prosa per il suo taglio narrativo, un raccontare in toni leggeri pieni di oggetti e colori.

Bianca Tarozzi è nata a Bologna nel 1941 e ha trasferito la residenza a Venezia nel 1976.

Si è laureata a Ca’ Foscari e ha insegnato Letteratura Anglo-Americana  nelle Università di Venezia e di Verona.

Ha tradotto molti poeti inglesi e americani e curato antologie poetiche di Elizabeth Bishop, Emily Dickinson, A.E. Housman.

E’ autrice di numerosi saggi critici e di due monografie che riguardano rispettivamennte i romanzi di Jean Rhys e i sonetti di Robert Lowell. Ha scritto vari libri di poesia: Nessuno vince il leone (1988), La buranella (1996), Anch’io vissi in Arcadia (1996), Prima e dopo (2000), Oggetti della Memoria (2002), La casa di carta (2006), Il teatro vivente (2007), La signora di porcellana (2012), Tre per Dieci (2013).

Ha curato le raccolte critiche Giornate particolari - Diari, memorie e cronache (Verona, Ombre Corte, 2006), Diari di Guerra e di pace (Verona, Ombre Corte, 2009); ha tradotto e curato Virginia Woolf, Diari 1925-1930 (2012). 

Proponiamo la sua poesia Un viso contenuta nella raccolta Prima e dopo che racconta i sentimenti di dolore, smarrimento e solitudine che si provano quando viene a mancare una persona cara: 

Alle otto al telefono una voce
mi dice: "Non c'è più". E io
senza fiatare, senza replicare
altro che "sì", accompagno la bambina
all'asilo. Al momento di attaccare
alla fila dei bassi attaccapanni
la minuscola giacca colorata
mi fermo, e all'inserviente
che non c'entra per niente,
che è lì per caso, dico:
"Oggi è morta mia madre".
Lei risponde qualcosa che non sento
ma il viso resta spento, indifferente
e io ritorno, sola, al mio silenzio.
Ora quel viso,
quando lo vedo, mi ricorda il giorno
che non ricordo salvo per quel viso:
un viso spento, lontano, rotondo –
estraneo, come si era fatto il mondo.

(an)

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Pubblicato: Sabato, 15 Marzo 2014 — Aggiornato: Mercoledì, 08 Marzo 2017

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