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Moglie del nobile Lorenzo Bembo e amica di Luigi XIV, il Re Sole, Antonia Bembo sarebbe però passata allo storia soprattutto come cantante, musicista e compositrice. La sua vicenda è emblematica di ciò che le donne da sempre riescono ad esprimere in ambito musicale.

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Antonia nacque a Venezia probabilmente nel 1642. Figlia unica, godette di un’educazione di alto livello. Fin da piccola si dimostrò vivace, intelligente e particolarmente dotata in campo musicale. I genitori la affidarono ai migliori maestri del tempo tra cui Francesco Cavalli; Antonia disponeva anche di insegnanti di grammatica, poetica, retorica, storia, latino e greco.

Volitiva e poco convenzionale — ma ricca di talento — in un primo momento la giovane dette molte soddisfazioni ai genitori ma ben presto si dimostrò troppo decisa ed indipendente e non accettò il matrimonio che essi le proponevano con Francesco Corbetta, un musicista molto più vecchio di lei, ricercato e ammirato in tutte le corti europee. Decisamente contraria ad un matrimonio di convenienza, appena diciassettenne sposò il nobiluomo Lorenzo Bembo, discendente di una delle più antiche famiglie veneziane.

I due giovani sposi abitarono dapprima con i genitori di lei ma in seguito si trasferirono in altra abitazione. Le loro condizioni economiche non erano però sufficienti al loro stile di vita e Lorenzo si riempì di debiti.

Antonia, ancora senza figli, partecipava attivamente alla vita sociale e musicale di Venezia, particolarmente ricca nella seconda metà del 1600. Dopo la nascita della primogenita Diana, la famiglia si trasferì a Padova, e lì nacquero Andrea e Giacomo.

I Bembo fecero infine ritorno a Venezia ma i rapporti coniugali cominciarono a guastarsi e la situazione economica si manteneva molto difficile. Forse furono queste le ragioni che spinsero Lorenzo a partecipare alle fasi finali della guerra di Candia contro i Turchi. La lunga assenza del marito e le difficoltà per portar avanti la famiglia, esasperarono Antonia che chiese il divorzio. La causa di divorzio fu favorevole a Lorenzo. Condannato in seguito per appropriazione indebita e frode continuata ai danni dello Stato, Lorenzo sarebbe morto in carcere nel 1703 dopo tredici anni di detenzione.

Priva di legami la Bembo decise di partire. Lasciò dunque la sua città e i suoi figli e si recò a Parigi forse al seguito di un ambasciatore o di Francesco Corbetta che aveva rifiutato come marito ma che era rimasto amico di famiglia. Grazie ad alcuni appoggi influenti la Bembo, riuscì ad esibirsi come cantante davanti a Luigi XIV che ne apprezzò il talento e forse anche la bellezza e la personalità. La corte francese era frequentata da italiani e veneziani.

Antonia riprese la sua attività di musicista, sacrificata durante la vita matrimoniale. A quel tempo i nobili non potevano pubblicare le loro opere né suonare o cantare se non privatamente. Firmandosi Antoinette la Bembo mise in musica alcune composizioni poetiche di Elisabeth-Sophie Chéron, artista che godeva di grande fama. A corte incontrò anche Brigida Aurelia Fedeli, donna di grande fascino, attrice della Commedia dell’Arte e poetessa che certamente influenzò nella forma e nella scelta dei temi i testi che la Bembo scriveva per le sue arie.

Tra il 1682 e il 1685 Antonia andò a vivere presso la Petite Union Chrétienne, una comunità religiosa femminile dove, grazie alla pensione concessale dal re, poteva disporre di un appartamentino privato e di un clavicembalo. Le ragazze ospitate erano educate anche nella musica. È probabile perciò che molte sue composizioni siano state ideate per essere eseguite dalle giovani ospiti del convento.

Vivere fuori dalla corte le permetteva più libertà personale e comodità. Antonia rimase sempre in contatto con i figli anche se non ebbe più la possibilità di rivederli. Diana dopo vari soggiorni in diversi conventi a trent’anni sposò un borghese mentre sull’educazione dei due figli maschi non si hanno notizie. Si sa che Andrea, il più grande, a diciotto anni fu coinvolto in un episodio di violenza che comunque non gli impedì di fare una certa carriera nell’amministrazione della Repubblica Veneta. Sposò una nobildonna ed ebbe due figli. Giacomo, l’altro figlio, di indole più tranquilla, fece una carriera un po’ più prestigiosa, si sposò con la sorella della cognata ed ebbe tre figli.

A corte intanto era arrivata Maria Adelaide di Savoia, giovanissima sposa del duca di Borgogna, figlio maggiore del delfino. Era stata educata nel prestigioso collegio di Saint Cyr e aveva subito conquistato la simpatia del re. Con il passare del tempo aprì i propri saloni ai musicisti di sua scelta, facendo eseguire le loro composizioni. Tra loro era Antonia Bembo che dedicò alla duchessa molta della sua musica. A lei e alla nascita del suo primo figlio dedicò uno dei volumi delle sue composizioni, in cui apparivano un Te deum di ringraziamento per la nascita del principino e un Piccolo divertimento per lo stesso motivo oltre a diverse danze in omaggio all’abilità tersicorea della duchessa.

Nei primi anni del 1700 la Francia si trovò coinvolta nella terribile guerra scoppiata in Europa dopo la morte di Carlo II re di Spagna e che si concluse solo nel 1713 con la pace di Utrecht. La famiglia reale era stata colpita da lutti e disgrazie ma Luigi XIV, pur invecchiato e malato, aveva saputo reagire. Amava ancora la musica anche se non poteva più suonare la chitarra a causa della gotta. Il declino della corte pesò certamente anche su Antonia; il suo ultimo lavoro Les sept Psaumes de David ancora dedicato al re, riflette la tristezza della propria vita e di quella del suo “eccelso monarca”. I suoi ultimi anni furono piuttosto deprimenti; non si conosce la data della sua morte ma si può supporre che sia avvenuta nel 1721.

Sei volumi manoscritti di sue composizioni sono conservati alla Biblioteca Nazionale di Francia. Il I, il III e il VI, preziosamente rilegati, sono dedicati a Luigi XIV; il II è dedicato a Maria Adelaide di Savoia, duchessa di Borgogna.

(dz)

Riferimenti

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