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Abile medaglista della Serenissima, ultimo incisore della Zecca di Venezia.

Francesco Stiore nacque il 17 ottobre 1806 a Venezia da Antonio e da Lucia Budua. La sua era una grande famiglia patriarcale che risiedeva in una casetta a due piani di Fondamenta Sant’Anna all’anagrafico 609 del sestiere di Castello. I documenti conservati presso l’Archivio Storico Municipale di Venezia ci consentono di seguire per buona parte del XIX secolo le vicende della famiglia. Nel 1811 a capo vi era il nonno Giuseppe, impiegato in Zecca; al suo fianco la moglie Bortola Gasparon. Vi erano poi i cinque figli di costoro; tre erano religiosi (Francesco, Luigi e Angela) che, in conseguenza dei noti decreti napoleonici, avevano dovuto abbandonare il loro ordine e ritornare alla vita secolare con la qualifica di “pensionati”. Non stupisce che, con una presenza tanto consistente di religiosi in famiglia, in casa Stiore esistesse un oratorio privato ben noto all’interno della parrocchia di San Pietro di Castello.

Gli altri due figli erano Maria e il già citato Antonio, anch’egli impiegato in Zecca. Oltre a Francesco, primogenito, Antonio e la moglie Lucia ebbero altri tre figli (Domenico, Teresa e Luigia).

Giovanissimo, Francesco Stiore, prese a frequentare la locale Accademia delle Belle Arti e a collaborare in Zecca (avvalendosi anche della presenza in essa del nonno e del padre). Nel 1827 divenne assistente-incisore con stipendio di 200 fiorini. Negli anni 1829, 1831, 1832, 1835 e 1843, ricevette riconoscimenti speciali per i suoi lavori di incisione. In questo ambiente, la presenza di capi incisori del rango di Luigi Ferrari, prima, e di Antonio Fabris, poi, offrì allo Stiore l’opportunità di arricchirsi dal punto di vista tecnico e artistico ma costituì al tempo stesso un ostacolo ingombrante che gli impedì di pervenire rapidamente a incarichi di prestigio. In effetti solo dopo il 1842 assunse le mansioni di secondo incisore (l’incarico gli venne poi ufficialmente confermato nel 1852).

Nel frattempo Francesco si era sposato con Elisabetta Zanchetti ma dal matrimonio non erano venuti figli. La coppia continuava ad abitare nella casa di fondamenta Sant’Anna tra un andirivieni di parenti che abbandonavano o riguadagnavano la casa paterna. Nel frattempo gli impegni e le soddisfazioni certo non mancavano a Francesco che, dopo la morte del Fabris, era divenuto l’incisore più in vista della Zecca di Venezia e aveva guadagnato il titolo di cavaliere.

Il 3 febbraio 1869 moriva di tisi Elisabetta Zanchetti. L’anno successivo Francesco sposava la sua domestica, Maria Iral, originaria di Zoldo (Belluno) e si trasferiva con lei al civico 2005 di Castello, in calle dei Preti, in una casetta che distava poche decine di metri dalla precedente. Qui lo Stiore trascorse i suoi ultimi anni di vita. Dal Foglio di famiglia relativo all’anno 1881 egli risulta “Incisore M° della Soppressa Zecca Veneta, pensionato”. Con lui era finita l’attività della gloriosa Zecca e di questo lo Stiore doveva essere ben consapevole se, in calce al citato documento del 1881, ritroviamo la seguente annotazione: “Il Sig. Cav. Stiore Francesco oltre essere R° pensionato è anche custode R° alla conservazione di una macchina per la fabbricazione di medaglie, suggelli ed altro nello stesso locale di incisione della soppressa Zecca Veneta ora Camera di Commercio, senza godimento d’altro frutto”.

Lo Stiore morì il 23 marzo 1884.

Tra le sue opere più famose vanno citate: la medaglia premio per il Collegio armeno Raphaël a Venezia (realizzata sotto la direzione di Luigi Ferrari intorno al 1838); quella per la IX riunione degli scienziati italiani a Venezia, raffigurante l’Arsenale (1847); quella dedicata al grande maestro Antonio Fabris (1865); quella dedicata a Vittorio Emanuele II, giunto a Venezia in occasione della sua annessione all’Italia (1866); quella per l’inaugurazione della facciata restaurata del Fondaco dei Turchi (1869); quella per Giuseppe Luigi Trevisanato patriarca di Venezia, in occasione del cinquantenario di sacerdozio (1874) e infine quella per il terzo centenario della fondazione della chiesa del Redentore (1876).

 

(lm)

Galleria immagini

Francesco Stiore, 1847, medaglia Scienziati Arsenale
Francesco Stiore, 1866, medaglia Vittorio Emanuele a Venezia
Francesco Stiore, 1874, medaglia Giuseppe Luigi Trevisanato
Francesco Stiore, 1876, medaglia Redentore

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Pubblicato: Giovedì, 13 Marzo 2014 — Aggiornato: Venerdì, 23 Maggio 2014