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Uno dei maggiori medaglisti della Serenissima, ha realizzato medaglie presso la Zecca di Venezia. Abile artigiano, ha inciso medaglie per regnanti, religiosi e celebrative di grandi occasioni storiche.

Luigi Ferrari nacque in territorio vicentino (probabilmente a Marostica) nel 1772 da Michele Angelo, modesto “schioppettajo”, e da Anna Zampira. L’abilità artistica di cui il giovane era dotato lo spinse a trasferirsi a Venezia, probabilmente verso la fine del Settecento. Nel 1803 egli risulta già impiegato come assistente incisore nella locale Zecca, con uno stipendio di 676 fiorini. Dai registri dell’anagrafe del 1805 veniamo a sapere che “Ferrari Luigi […] Plebeo, incisor in Zecca” abitava a Castello, in calle Coppo (parrocchia di Sant’Antonino) con i genitori, con la moglie, la vicentina Ottavia Quadri (nata nel 1779 da Domenico e da Teresa Menighi), e con il figlio Giovanni, nato l’anno precedente.

Il ritorno dei Francesi (1806-1814) coincise con un periodo poco felice della vita del Ferrari: se pure il 26 febbraio 1806 egli risulta ancora assistente incisore in Zecca con uno stipendio di 700 fiorini, di fatto il suo nome non compare in alcuna medaglia dell’epoca e cinque anni più tardi, nei registri anagrafici del 1811, egli è citato come semplice “impiegato”. La sua vita privata poi venne funestata dalla perdita, dapprima del padre, poi (30 luglio 1812) del figlioletto Francesco. Luigi si era nel frattempo trasferito con la famiglia al n. 5592 di ramo calle de Mezo, in parrocchia di Santa Maria Formosa. 

È certo comunque che con la restaurazione del Governo austriaco il Ferrari recuperò un ruolo di prestigio nella Zecca di Venezia, di cui divenne anzi primo incisore e dove rimase quasi certamente sino alla morte, avvenuta nel 1844. 

Egli però fu anche “perito pittore”; le sue qualità artistiche gli valsero l’incarico di Consigliere presso l’Imperial Regia Accademia di Belle Arti della città lagunare. Fu anche “distinto meccanico” ed in effetti, nel 1827, nell’ambito della distribuzione biennale dei Premi di Industria, voluti dall’imperatore a Venezia, egli fu premiato con medaglia d’argento per la messa a punto di un “acciarino a polvere fulminante assicurato”, utile a ridurre i rischi nell’utilizzo dei fucili.

Negli ultimi anni di vita si trasferì nuovamente, andando ad abitare in Calle del Tagiapiera, n. 4674 (parrocchia dei Santi Apostoli), alla sua opera ricorse l’intraprendente parroco Antonio Ciconi, nel 1840, per il conio di tre medaglie da destinare alla raccolta di fondi per il rifacimento delle campane della parrocchiale. Luigi Ferrari morì il 20 aprile 1844.

Luigi Ferrari fu uno dei massimi medaglisti operanti presso la zecca di Venezia. Ancora giovanissimo ebbe l’opportunità di lavorare a fianco di Antonio Schabel (1725-1806), straordinario incisore austriaco che fece di Venezia la propria patria elettiva e si ritirò dall’attività nel 1805. Dopo la morte del Ferrari, il posto di primo incisore alla Zecca venne assunto da Antonio Fabris (1790-1865), che può essere a buon diritto considerato il massimo incisore e medaglista italiano dell’Ottocento. Ferrari inoltre ebbe come allievo e collaboratore Francesco Stiore (1806-1884), destinato ad essere l’ultimo grande incisore presso la zecca di Venezia, prima della sua soppressione. 

Tra le medaglie più famose realizzate da Luigi Ferrari, vanno ricordate le due, destinate ai premi di industria, recanti il busto degli imperatori Francesco I (1816) e Ferdinando I (1835). Quella distribuita agli artisti, autori delle opere donate ai coniugi imperiali Francesco I e Carolina Augusta di Baviera (1818); quella per l’elezione a cardinale del patriarca di Venezia Jacopo Monico (1833); quella per la posa della prima pietra della diga di Malamocco (1838); quelle per le nuove campane della chiesa dei Santi Apostoli e infine quella per la posa della prima pietra del ponte ferroviario sulla laguna (1841).

(lm)

Galleria immagini

Luigi Ferrari, 1819, medaglia Josephine Fodor Mainvielle
Luigi Ferrari, 1833, medaglia Monico
Luigi Ferrari, 1838, medaglia Malamocco
Luigi Ferrari, 1840, medaglia Santi Apostoli

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Pubblicato: Giovedì, 13 Marzo 2014 — Aggiornato: Venerdì, 23 Maggio 2014