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Brillante ingegnere veneziano, artefice dell'imponente ferrovia del Semmering in Austria – tra le sue opere più famose e divenuta patrimonio UNESCO nel 1998 – e di alcuni dei più importanti tratti stradali, idraulici e ferroviari, del Nord Italia e dell'impero austro-ungarico.

Visitando l'Austria, prima dell'avvento dell'euro come moneta, sicuramente sarà capitato di tenere in mano una o più banconote da venti scellini. Ed essendo una banconota di piccolo taglio, è facile che per le mani se ne fossero tenute in mano più di una. Raffigurato nella banconota c'era un uomo elegante, con tanto di baffoni e capelli ondulati, sguardo tra il severo e l'enigmatico, di tipico aspetto ottocentesco.

Sul retro di questa banconota era raffigurata un'opera imponente, ad arcate, collocata in una valle montana. Un'opera che richiama alla mente gli acquedotti romani, e più recentemente i viadotti che sicuramente una volta nella vita ognuno di noi ha percorso in auto, o in treno. Specialmente per mezzo di quest'ultimo.

Il signore raffigurato porta il nome di Carl, o Karl, Ritter von Ghega, e l'opera quello di Semmering.

Ritter è il titolo austriaco di cavaliere. Titolo che Ghega si è meritato per l'eccellenza del suo lavoro e insignitogli nel 1851.

Carlo Ghega nasce a Venezia nel gennaio del 1802, nel periodo di dominio austriaco sulla città. Figlio di un ufficiale di Marina, dopo aver compiuto gli studi elementari in casa, viene ammesso nel 1814 al collegio militare Sant'Anna di Venezia, dove riceve per tre anni "istruzione sull'aritmetica, geometria, trigonometria piana e sferica, algebra e calcolo sublime, sull'idrografia e meccanica dei solidi e dei fluidi fino alla teoria dei penduli" e, successivamente, prosegue un percorso con il professore di matematica e costruzioni navali dell'istituto per "compiere quella parte di meccanica del signor Bézout che gli rimaneva dalla sua partenza dal collegio".

È l'inizio di una carriera brillante e del tutto in accelerazione che lo porterà a svolgere mansioni via via sempre più importanti, realizzando opere altrettanto importanti e di prestigio.

Tra le sue opere realizzate in territorio italiano, tra il 1820 e il 1824 fu impegnato nella realizzazione del tratto bellunese della strada d'Alemagna – che ancora oggi si percorre per andare a Cortina d'Ampezzo – , e nella costruzione del nuovo tribunale di Treviso (1823-1824). Si occupò anche di opere idrauliche per la regolazione del basso Po, tra il 1829 e il 1833, e della progettazione delle strade della Valsugana, compreso il difficile tratto tra Trento e Pergine.

Tuttavia, possiamo dire che il "vero amore" lo incontra nelle strade ferrate: le ferrovie.

Viaggiò molto, a scopo di studio. Prima in Inghilterra, dove nel dicembre del 1836 incontrò anche Robert Stephenson – altro brillante ingegnere britannico nonché membro della Royal Society e costruttore della prima locomotiva a vapore (la Rocket) e della prima linea ferroviaria –, poi in Belgio. Ma fu nel viaggio statunitense, dove visitò ben 39 linee ferroviarie, che rimase affascinato dalla linea Baltimore-Ohio: "la costruzione e l'esercizio di questa offre le esperienze le più istruttive" dimostrando come fosse possibile "rimpiazzare con una costruzione semplice e di poca spesa l'altra più complicata e dispendiosa" d'uso in Europa "ed introdurre con successo i locomotori qual forza movente esclusiva anche ove arditi siano i rapporti di inclinazione e di curve", laddove i molti ritenevano impossibile l'impresa se non con l'ausilio di mezzi a cremagliera o trainati dalla forza dei cavalli.

È sulla base di tutte queste esperienze, che il buon Carlo riuscirà poi a realizzare l'opera che gli renderà memoria sopra a tutte: la ferrovia del Semmering. Sedici viadotti e quindici gallerie, su un percorso che si svolge in 41 chilometri di binari posti su terreni che incontravano il 2-2,5% di pendenza e la costruzione di locomotive potenti e capaci di avere la meglio anche di fronte a dislivelli ritenuti fino a quel giorno assolutamente impossibili da superare.

La Semmering rientra in 2 criteri di valutazione dell'UNESCO, quale Patrimonio dell'Umanità:

  • Criterio (ii): La Ferrovia Semmering rappresenta una soluzione tecnologica eccezionale per uno dei principali problemi nella costruzione delle prime ferrovie;
  • Criterio (iv): Con la costruzione della Ferrovia Semmering, zone di grande bellezza naturale sono diventate molto più accessibili, e di conseguenza ne è stato possibile lo sviluppo residenziale e ricreativo, creando una nuova forma di paesaggio culturale.

La Semmering è anche il massimo apice raggiunto, cui segue un periodo piuttosto amareggiato, per le calunnie di corruzione e gli scontri con i burocrati dell'epoca, ma soprattutto per la privatizzazione delle linee ferroviarie che, nel 1858 circa, lo portarono ad essere relegato al Ministero delle Finanze in un incarico di nessuna importanza nè influenza. L'ultimo suo incarico legato al grande amore professionale fu relativo alle ferrovie della Transilvania e al progetto del loro allacciamento a quelle della Romania.

Carlo Ghega morì il 14 marzo 1860, a Vienna, all'età di 58 anni. Non è dato a sapere se a causa di un "affezione polmonare" (come scrisse il suo fedele allievo Buzzi) o perché suicida.

La sua eredità, oltre che fisica e tangibile nelle opere che ancora oggi vengono percorse da molte persone, è stata applicata alla base delle costruzioni dei più difficili tratti di ferrovia di montagna in tutto il mondo, grazie ai suoi studi, compresi quelli ad alta quota della cordigliera delle Ande. A lui sono state intitolate due strade, una a Vienna e una a Trieste e nel 1936 le poste austriache gli dedicarono un francobollo commemorativo.

Il suo lascito, composto da 274 titoli di opere manoscritte e a stampa, di vari autori e diverse tipologie, e l'aggiunta di 14 "sopranumerarii", è stato donato e tutt'oggi conservato alla Biblioteca Nazionale Marciana. Nel suo testamento, datato 21 gennaio 1858, scrisse infatti:

lascio tutti i miei libri e manoscritti italiani, francesi e tedeschi in proprietà della pubblica Biblioteca di S. Marco in Venezia

La collezione è composta di edizioni di opere letterarie antiche e moderne, scritti di storia, trattati di materie tecnico-scientifiche. Una parte del materiale manoscritto, comprendente la Relazione e progetto della ferrovia sul Semmering in lingua tedesca, è catalogata nella classe IV dei manoscritti italiani della Biblioteca.

L'inventario di consegna, sottoscritto il 13 settembre 1861 dal canonico Giovanni Battista, in qualità di esecutore testamentario dal cugino, termina con l'avvertenza:

I numeri che mancano appartengono al Museo Correr

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Pubblicato: Mercoledì, 10 Dicembre 2014 — Aggiornato: Giovedì, 15 Marzo 2018