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Fra le più antiche famiglie nobili di Venezia, risulta fuggita da Roma per l'invasione dei Goti rifugiandosi nel V secolo nelle lagune, con molte ricchezze.

Un Michiel partecipò all'elezione del primo doge, Paolino Anafesto nell'anno 697 mentre Vitale Michiel fu tra i primi tribuni nel 869.

Alla famiglia appartiene anche la Beata Anna Michiel che fondò il Convento di Santa Caterina.

Il casato diede alla Repubblica capitani, procuratori di San Marco, cardinali, prelati e tre dogi: Vitale I Michiel, Domenico Michiel, Vitale II Michiel.

Domenico Michiel, pochi sono gli elementi a disposizione per individuare chiaramente a quale ramo Michiel appartenesse e per ricostruire le vicende precedenti alla sua elezione a doge, considerati i plurimi casi di omonimia.
Partì nel 1122 con una grande flotta alla volta della Terrasanta per liberare Re Baldovino dall’assedio dei Mussulmani lasciando il governo della città in mano al figlio Leachim. Riportò una grande vittoria liberando le coste palestinesi e agevolando molto i commerci con l’Europa. Tra il 1129 e il 1130 rinunciò al dogado e si ritirò nel Monastero di san Giorgio Maggiore, di lì a poco morì e fu sepolto nella chiesa annessa.

Vitale II Michiel doge dal 1156 al 1172, fu eletto in un momento di difficile politica estera per Venezia, fu costretto ad intervenire a Zara dopo che il governatore veneziano fu cacciato con una rivolta. Successivamente, con un nuovo assalto, costrinse il presidio ungherese a ritirarsi. Mise alla guida delle isole di Cherso e Lussino il figlio Leonardo e di quella di Arbe il figlio Nicolò, imponendo così uno stretto controllo  nei centri strategici della Dalmazia e del Quarnaro.
Condusse battaglie contro il patriarca di Aquileia, il re di Ungheria e Federico Barbarossa. Le continue guerre prostrarono la Repubblica e crearono scontento. Fu assassinato il 28 maggio durante una sommossa popolare. La folla, riunitasi davanti a palazzo ducale, costrinse il doge a tentare la fuga attraverso una uscita secondaria ma, fu seguito e ucciso con una coltellata da tale Marco Casolo nei pressi di San Zaccaria.

Nicolò Michiel (Viaggiatore 15. secolo) fu ufficiale di bordo  con Cristofalo Fioravante nella famosa spedizione di Pietro Querini che, partito da Creta nel 1431 con 68 marinai e un carico di spezie alla volta delle Fiandre, fece naufragio al largo della Norvegia. Gli 11 sopravissuti alla deriva si ritrovarono all'isola di Rost nell'arcipelago delle isole Lofoten. La tradizione attribuisce a loro l'introduzione del baccala’ a Venezia. La vicenda fu raccontata sia da Pietro Querini che da Nicolo’ de Michiele. Il racconto di Nicolò de Michiele e Cristofalo Fioravante è tratto dal manoscritto conservato presso la Biblioteca Nazionale Marciana.

Contributo a Venezia:

Palazzo Michiel dalle Colonne Cannaregio 4314: edificio appartenente in origine alla famiglia Grimani, fu completato e ammodernato alla fine del 17. Secolo dall’architetto Antonio Gaspari ma se ne coglie l’equilibrio dell’impianto originario. Fu in seguito acquistato da Carlo Gonzaga, Duca di Mantova che vi portò per qualche tempo la sua ragguardevole. collezione d’arte.

Palazzo Michiel del Brusà Cannaregio 4391/B: un rovinoso incendio dovuto a grave incuria distrusse quasi completamente il palazzo nel 1774. Fu ricostruito qualche anno dopo grazie ai finanziamenti della Repubblica in segno di pubblico riconoscimento alla famiglia, come attestato da una iscrizione nell’atrio del palazzo.

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Prima pubblicazione: Domenica, 12 Agosto 2012 — Ultimo aggiornamento: Giovedì, 25 Settembre 2014

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