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Famiglia patrizia originaria di Roma che non ebbe la fortuna di eleggere nessun doge, ma può annoverare primarie personalità ecclesiastiche tra i suoi discendenti.

I membri della famiglia spiccarono per la loro lodevole formazione umanistica, poco propensi agli affari politici ma interessati al commercio, alle esplorazioni, alle scienze e al teatro.

La dinastia, i cui componenti raccontavano di avere illustri discendenti romani di cognome Balbo, si espansero in Liguria, in Piemonte, a Milano, a Ravenna, a Chiari, ad Aquileia e a Venezia.

A Venezia i ceppi esistenti furono due: uno, proveniente da Aquileia nel VIII secolo, il cui stemma raffigura una donnola rampante (in veneto detta dolce) e l’altro, proveniente da Ravenna nell’897, il cui emblema mostra una campo rosso attraversato da una banda (detta Trezza in veneto), metà azzurra e metà dorata.

Dopo il colpo di stato passato alla storia come Serrata del Maggior Consiglio, nel 1297 vennero selezionate le famiglie autorizzate a far parte del Maggior Consiglio e la Balbi fu una delle fortunate.

I Balbi dalla Trezza si espansero notevolmente a Venezia prendendo posto a San Silvestro, San Gallo, San Pantalon, Sant’Anzolo, Eremite, Incurabili, San Simeon Piccolo, San Giacomo dall’Orio, Santo Stefano, Santa Maria Formosa e altre zone in laguna.

Nicolò Balbi, discendente del più famoso proprietario di Palazzo Balbi, fu uno dei 40 patrizi che nel 1340 parteciparono ad eleggere il doge Andrea Dandolo, persona erudita che risvegliò culturalmente Venezia.

Bernardo Balbi, nato verso il 1493, soprannominato dal Banco, ottenne — per eredità dal padre Alvise — un banco di cambiavalute a Rialto; si sposò con Elena Corner e tra i figli, Giacomo, si unì alla figlia di Francesco Barbaro, umanista, politico e diplomatico italiano, al servizio della Repubblica di Venezia. Eustacchio Barbaro, detto Stai, altro figlio di Bernardo, fu Signore di una delle Compagnie della Calza e per questo incaricato di dirigere i prestigiosi festeggiamenti del matrimonio tra Giacomo Foscari, figlio del doge Francesco, e Lucrezia Contarini da San Barbara.

Il più famoso Nicolò Balbi, il fondatore di Palazzo Balbi, nacque il 9 ottobre 1540 e durante la sua vita fu Podestà e Capitano di Mestre (1569); il 15 maggio 1572 si sposò con Chiara Barbaro. Il loro matrimonio non lasciò discendenti ma un preciso e dettagliato testamento consentì che la discendenza non si estinguesse.

Gerolamo Balbi (XVI secolo) fu vescovo e uomo di scienza, insegnò astronomia all’Università di Parigi e scrisse un testo approfondito sulla sfera celeste e quella terrestre.

Gasparo Balbi tra il 1579 e il 1588 viaggiò nelle Indie e dedicò una sua pubblicazione sulle esplorazioni a Teodoro Balbi, console di Aleppo e poi comandante a Lepanto. Tentò due volte di farsi eleggere Doge e si professò “gioielliero” per le sue spedizioni, cercando di ricalcare le orme del celebre Marco Polo.

Giambattista Balbi nel XVII secolo fu scenografo e coreografo presso il Nuovissimo di San Giovanni e Paolo e non fu l’unico della famiglia a occuparsi di teatro: è il caso di Filippo e Alvise Balbi che, dopo una certo periodo di utilizzo gratuito di una sala minore all'interno del teatro a San Giovanni Grisostomo, ottennero la possibilità di erigere un teatro a Mestre in prossimità del Canal Salso. Questo teatro avrebbe consentito di divertire e allietare le villeggiature in terraferma delle famiglie veneziane.

Filippo dei Balbi di “Campo Rusolo”, nato nel 1775, fu esperto miniaturista e scoprì un metodo per staccare gli affreschi: salvò, tra le altre, una tela di Paolo Veronese che aveva dipinto a Villa Soranzo, costruita da Sanmichieli, a Treville nei pressi di Castelfranco Veneto. Per le sue capacità, anche in materia di meccanica e fisica, nel 1815 venne nominato socio dell’Accademia di Venezia e ne restò iscritto fino alla sua scomparsa (1845).

Marco e Nicolò Balbi furono condannati per due reati simili: il primo per essere entrato nel convento dello Spirito Santo e aver tentato di intrecciare rapporti amorosi con due suore (1491) mentre il secondo per aver compiuto atti sessuali in un angolo della chiesa con la Novizia del Broglio (1678). La donna non uscì mai più dal carcere mentre Nicolò fu bandito dalla città; dopo due anni, con l’aiuto della famiglia, il giovane riuscì a tornare a Venezia ma pochi mesi dopo si tolse la vita gettandosi da una finestra e annegando. Considerando lo scandalo che suscitò il rientro a casa di Nicolò, alcuni ritennero che il suicidio possa esser stato indotto o addirittura provocato.

Contributo a Venezia:

Chiesa di San Zulian: distrutta dal devastante incendio del 1105 — che rase al suolo buona parte di Venezia — venne ricostruita grazie all'intervento economico dei Balbi. Considerate le precarie condizioni del luogo di culto, e per volere del medico ravennate Tommaso Rangone, nel XVI secolo venne ampiamente rimaneggiato e la facciata venne curata da Jacopo Sansovino e Alessandro Vittoria.

Teatro Balbi a Mestre: venne realizzato vicino al Canal Salso da Filippo e Alvise Balbi nel 1777, su progetto di Bernardino Maccaruzzi. Il palcoscenico si poteva abbassare per consentire la realizzazione di feste danzanti, la platea era composta da 99 palchi su quattro file, acustica perfetta, nell’atrio botteghe e dietro al teatro una locanda. Quando i Balbi non ottennero il permesso ad utilizzare le sale minori per il gioco d’azzardo, le enorme spese per gli spettacoli procurarono grossi problemi finanziari alla famiglia che dovette prima chiudere (1798) e poi demolire il teatro (1811). Fu il primo teatro costruito a Mestre, al tempo luogo di villeggiatura dei nobili veneziani; successivamente, venne fatto un nuovo tentativo nel 1840 mentre solo il Teatro Toniolo riuscì ad arrivare integro ai giorni nostri.

Palazzo Balbi: costruito dall'architetto e scultore Alessandro Vittoria tra il 1582 e il 1590 per volontà di Nicolò Balbi, rappresenta uno dei primissimi palazzi barocchi di Venezia. Ogni prima domenica di settembre, in occasione della Regata Storica, la residenza si trasforma in fondale alla machina, il palco che viene allestito per ospitare le autorità e premiare i vincitori della competizione.

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Pubblicato: Domenica, 14 Ottobre 2018 — Aggiornato: Mercoledì, 17 Ottobre 2018