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Umanista, editore e stampatore, innovò la stampa con l'uso del carattere corsivo e l’introduzione del formato in ottavo per promuovere, in consonanza con la sua formazione culturale, accurate edizioni critiche dei classici latini e greci.

Aldo Manuzio nacque intorno agli anni 1449-1450 a Bassiano (provincia di Latina) nel ducato di Sermoneta, capoluogo del feudo dei Caetani. Tra 1467 e il 1475 compì studi umanistici a Roma, dove frequentò le lezioni di Domizio Calderini, vicino al cardinale Bessarione e fu allievo di Gaspare da Verona, professore di retorica alla Sapienza, che già nel 1467 aveva illustrato e registrato la novità costituta dalla invenzione della stampa, portata prima a Subiaco a poi a Roma dai due prototipografi tedeschi Sweynheim e Pannartz. Dopo il 1475 si trasferì a Ferrara, dove è segnalato negli anni successivi come allievo di Battista Guarini, che ebbe grandissima influenza nella maturazione delle sue idee sull'apprendimento del greco e sulla sua importanza per una formazione umanistica e scientifica. 

Gli anni 1480–1489 lo videro a Carpi, dove presso la corte dei Pio svolse l'incarico di tutore dei principi Alberto e Lionello Pio, probabilmente su indicazione di Giovanni Pico della Mirandola, zio dei due principi, che doveva averlo conosciuto a Ferrara. 

Tra il 1489 e il 1490 si trasferì a Venezia, città dove l'arte tipografica stava conoscendo  un tumultuoso sviluppo, vi erano inoltre numerose biblioteche private ricche di testi classici e importanti circoli di intellettuali di grande prestigio come quello riunito intorno ad Ermolao Barbaro. Tra il 1494 e il 1495 iniziò l'attività della stamperia aldina, in campo Sant'Agostin.

Nel 1495, Manuzio stipulò il contratto che univa in società al 50% da una parte Pierfrancesco Barbarigo, figlio di Marco, doge nel 1485 e nipote di Agostino, doge dal 1485 al 1501 e dall'altra Andrea Torresano e Manuzio. 

Agli inizi del 1505, con il matrimonio tra Aldo e Maria, la figlia ventenne di Torresano, i legami fra i due soci divennero ancora più stretti. Dal matrimonio nacquero cinque figli: Manuzio (1506), Alda, Letizia, Antonio (1511), Paolo (1512). Sul finire di quell'anno, Aldo lasciò l'originaria abitazione a S. Agostin per trasferirsi presso la famiglia Torresano a S. Paternian, nell'area dell'attuale campo Manin. 

Tra il 1506 e il 1512 Aldo abbandonò di frequente Venezia per viaggi in Lombardia, Ferrara, Bologna, Siena. L'attività tipografica ebbe a risentire di questi distacchi e venne interrotta più volte (1505-1507; 1509- ottobre 1512) per riprendere, in forma più continuativa dalla fine del 1512, momento di particolare incertezza, determinato dalla difficile congiuntura e dal sorgere di nuove iniziative concorrenti in altri centri italiani ed europei, fino alla morte di Aldo il 6 febbraio 1515.

Le innovazioni più importanti portate da Aldo al mondo della stampa sono senza dubbio il carattere corsivo (detto anche italico o aldino) e l’introduzione del formato in ottavo (già in uso per la stampa di testi devozionali) per promuovere, in consonanza con la sua formazione culturale, accurate edizioni critiche dei classici latini e greci.

Dal suo ultimo testamento dettato il 16 gennaio 1515, sappiamo che voleva essere sepolto a Carpi. Le esequie si svolsero nella Chiesa di San Paternian, che venne abbattuta nella seconda metà dell'Ottocento. Secondo Emmanuele Antonio Cicogna non si sa dove sia stato effettivamente sepolto e se i famigliari abbiano eseguito le sue volontà.

L'importanza per l'editoria di Aldo è testimoniata anche da una società americana che fu fondata nel 1984: la Aldus Corporation, il cui nome era appunto un omaggio a Manuzio. La Aldus produsse uno dei software che contribuì a creare la moderna editoria, Aldus Pagemaker, che per circa 10 anni fu il software leader nel campo della nascente editoria elettronica. La società fu acquisita poi dalla Adobe Systems Incorporated, oggi azienda leader nel campo dell'editoria moderna, grafica, video e altro ancora.

(pb) (mt)

Galleria immagini

Aldo Manuzio da: Illustrium philosophorum, et sapientium effigies ab eorum numismatibus extractae.
Schermata del programma Aldus Pagemaker, dove si può notare il ritratto di Aldo.

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Pubblicato: Mercoledì, 28 Maggio 2014 — Aggiornato: Giovedì, 01 Gennaio 2015