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Sebastiano Ziani fu il 39° doge della Serenissima (1172-1178).

Aveva 60 anni (era nato nel 1102) e la moglie Troila gli aveva generato 4 figli.

Figurava come l’uomo più ricco della città e prima della sua elezione si decise di tenere un’elezione indiretta nel tentativo di porre un freno al disordine provocato dall’assassinio del doge Vitale Michiel (1156-1172): la legge di riforma, appena approvata, esautorava definitivamente l’Arengo e stabiliva che il M.C. designasse 11 grandi elettori, i quali, una volta raggiunta la maggioranza sul nome del nuovo doge, sottoponessero la loro scelta all’approvazione del popolo riunito all’interno della Chiesa di S. Marco, con la formula Questo è il vostro doge, se vi piace.

La gente non gradì la novità. Capì che il doge era stato ridotto a semplice magistrato comunale, si sentì come defraudata, non essendo più libera di eleggere il proprio capo, e rumoreggiò, ma il nuovo doge fece subito capire di che pasta era fatto: uscito in Piazza sparse a piene mani denaro al popolo e fu subito gran festa. Poi, sull’onda del consenso, con l’occhio e la testa del mercante, impose prezzi fissi, e calmierò il mercato al dettaglio, quindi cercò di rendere più bella la città, specialmente la parte politica (S. Marco) e quella finanziaria e commerciale (Rialto), mettendo mano al problema urbanistico.

Per motivi di salute abdicò e si ritirò nel Monastero di S. Giorgio dove morì e dove venne sepolto, ma la sua tomba venne rovinata nella demolizione della chiesa, al pari del vicino sepolcro del doge Domenico Michiel (1118-1130). I monaci decisero allora di far erigere un busto come quello di Tribuno Memmo dallo stesso scultore Giulio Del Moro (1610), posto a sinistra della facciata della chiesa.

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Pubblicato: Martedì, 02 Aprile 2013 — Aggiornato: Lunedì, 29 Maggio 2017

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