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Sebastiano Venier fu l'86° doge della Serenissima (1577-1578).

Già valoroso e vittorioso capitano generale da mar della battaglia di Lepanto (1571).

Già procuratore di S. Marco de ultra dal 15 maggio 1570, Venier aveva 81 anni (era nato nel 1496). La moglie Cecilia Contarini gli aveva dato una figlia, Elena, ma c’erano anche due figli naturali.

Durante la battaglia di Lepanto era rimasto ferito ad un piede. La sua partecipazione in quella battaglia ebbe risonanza non solo a Venezia: pur essendo Giovanni d’Austria il comandante della flotta che sconfisse i turchi, le strategie furono dirette dalla nave ammiraglia veneziana che lui comandava. Dopo la vittoria di Lepanto e in omaggio al suo valore fu scelto come nuovo doge.

Il suo dogado, però, fu assai breve. La cronaca vuole che sia morto di crepacuore per aver visto andare in fumo ancora una volta il Palazzo Ducale con moltissime opere d’arte (2 dicembre 1577).

Venne provvisoriamente sepolto a Murano nella Chiesa di S. Maria degli Angeli in attesa di erigergli un degno monumento; ma nessuno si ricordò di questa promessa, finché per iniziativa di Pompeo Molmenti non maturò il proposito (1896) di portare i resti mortali di questo grande doge nella Chiesa di S. Giovanni e Paolo, dove fu eretto un monumento in bronzo opera dello scultore Antonio Dal Zotto. Il solenne trasporto della salma da Murano a Venezia avvenne il 30 giugno 1907. Alla cerimonia era presente la regina Margherita di Savoia. È celebrato nel Panteon Veneto con un busto dello scultore Lorenzo Larese Moretti conservato a Palazzo Ducale. Nel quarto centenario della battaglia di Lepanto (7 ottobre 1971) la Marina Militare fece murare una targa in Campo Santa Maria Formosa 6129 (Castello):

QUESTA è LA CASA             DI SEBASTIANO VENIER VINCITORE DI LEPANTO

 

 

 

 

 

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Prima pubblicazione: Venerdì, 05 Aprile 2013 — Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 19 Giugno 2013

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