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Pietro Polani fu il 36° doge della Serenissima (1130-1148).

Genero del doge Domenico Michiel. Aveva 30 anni (era nato nel 1100). Contro la sua elezione si schierarono, più o meno apertamente, le famiglie Badoer e Dandolo.

I gruppi di potere imposero così il ritorno ai tribuni-consiglieri, istituiti nel 756, che di fatto diventavano tribuni-consiglieri-controllori, e cercarono di trasformare il privatissimo Consiglio del Dux in un organo ufficiale che assunse il titolo di Consiglio dei Savi del Comune, tradizionalmente considerato il primo nucleo di quello che sarà il Maggior Consiglio, proprio per limitare sempre più i poteri del doge.

Il doge si risentì di questo controllo e di quest’aria di fronda, capì che si stava tramando per limitarne il potere, per ridurlo a semplice magistrato comunale, per cui all’inizio egli s’interessò più all’aspetto interno che alla politica estera, così che gli ungari ebbero mano libera e conquistarono nel giro di qualche anno (1133-1135) le città veneziane di Spalato, Traù e Sebenico, mentre i padovani tentarono di allargarsi verso la laguna.

Poi il doge cambiò atteggiamento e del suo dogado si ricorderà, oltre alla conferma degli antichi trattati con l’imperatore Lotario II, la liberazione di Fano (1141) assalita da altre città della Romagna, la vittoria sui padovani (1143), la conclusione di trattati più vantaggiosi con Pola e Capodistria e la cacciata dei pisani da Zara.

Polani fu il primo doge ad emettere una Bolla ducale.

Ebbe tre figli, Giovanni Guido, Naimero ed Enrico.

Fu sepolto nel Monastero di S. Cipriano a Murano. 

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Prima pubblicazione: Martedì, 02 Aprile 2013 — Ultimo aggiornamento: Giovedì, 13 Giugno 2013

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