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Giovanni Partecipazio II fu il 15° doge della Serenissima (881-887).

Col consenso del popolo, egli scelse come co-reggente prima il fratello Pietro e alla morte di questi l’altro fratello, Orso junior.

Giovanni organizzò una spedizione contro Marino, conte di Comacchio, «mettendo a ferro e fuoco il territorio circostante fino a Ravenna», per vendicare il proprio fratello: il conte Marino, saputo che Pietro, fratello del doge, si stava dirigendo a Roma per chiedere al papa di governare in sua vece Comacchio, lo aveva catturato e rispedito a Venezia ferito a morte.

Per l’attacco a Comacchio, il doge si attirò la scomunica del papa Adriano III (884-885) il quale temeva che a seguito dell’occupazione dei veneziani l’imperatore potesse revocare il decreto di donazione fatto alla Santa Sede.

Anche il nuovo papa, Stefano V (885-891) mantenne la scomunica, che fu revocata soltanto dopo la restituzione dei territori conquistati dalla Repubblica.

Ammalato, il doge chiese e ottenne il consenso del popolo di abdicare in favore del fratello Orso. Questi, però, non se la sentiva di sostenere tutto il peso del dogado e decise di rinunciarvi. Lo stesso giorno una delegazione di veneziani si presentò a casa di Pietro Candiano, fornito di qualità eccezionali e di notevole coraggio, e lo elesse doge. La morte prematura di Candiano e l’insistenza delle famiglie più potenti fecero ritornare Giovanni, che però dovette definitivamente abdicare dopo pochi mesi sempre a motivo della sua malferma salute. Fra le opere da lui sostenute la Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano a Malamocco.

Giovanni fu dai posteri accusato di aver rafforzato poteri, nepotismi e finanze familiari. Non si sa dove fu sepolto. 

(gidi)

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Prima pubblicazione: Venerdì, 29 Marzo 2013 — Ultimo aggiornamento: Giovedì, 13 Giugno 2013

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