Venipedia: molto più di un'enciclopedia di Venezia. – La miglior guida di Venezia.

Pietro Orseolo I fu il 23° doge della Serenissima (976-978).

Aveva 48 anni (era nato nel 928).

Il suo primo impegno fu quello di ricostruire il Palazzo Ducale e la Chiesa di S. Marco.

Due anni dopo l’elezione, forse perché colto dal rimorso per avere in qualche modo partecipato nel 976 al complotto contro il suo predecessore (Pietro Candiano IV), o forse perché aveva sentore di una vendetta da parte della fazione filo-occidentale, o forse perché fulminato dalla vocazione (dopo la nascita dell’unico figlio lui e la moglie Felicia avevano fatto voto di castità per non incorrere in peccato), decise di farsi monaco.

A Venezia era giunto Guarino, venerabile abate del Monastero di St. Michel de Cuxa nei Pirenei, che era stato a Roma. Prima di rientrare nel proprio monastero voleva però rendere omaggio a San Marco evangelista. Il doge lo aveva ricevuto e trattato con grande deferenza. Entrambi avevano parlato a lungo e Guarino aveva capito che il doge teneva in scarsa considerazione le cose terrene, così lo aveva invitato a lasciare tutto, il mondo e gli onori, e a servire Dio nel monastero.

Concertata ogni cosa, «nella notte delle calende di settembre, ossia fra il 31 agosto e il 1° settembre, insieme a Giovanni Gradenigo e al suo genero Giovanni Morosini, di nascosto da tutti uscirono da Venezia. Non lontano dal Monastero di S. Ilario salirono su cavalli e, dopo aver subìto la tonsura, cominciarono a prendere la via con velocissima corsa, tanto che il terzo giorno, avevano già oltrepassata la campagna milanese, e raggiunta la vista di Vercelli.

Il giorno seguente i Veneziani piansero il perduto doge non trovandolo da nessuna parte, e si struggevano in un grande dolore. Era stato infatti benefattore dei poveri, costruttore di chiese, sostenitore di chierici e di monaci e benevolo verso tutti.

Dopo essersi ritirato nella badia di St. Michel de Cuxa, il doge passò poi nell’eremo di Longadera, sempre presso Cuxa, dove, vestendo l’abito dei Benedettini, morì e fu sepolto.

Nel 1790, al tempo della rivoluzione francese, per timore di sacrilegi, l’ultimo abate di Cuxa portò le reliquie dell’ex doge nella Chiesa di San Pietro di Prades.

Pietro Orseolo fu in seguito proclamato beato, nel 1027, poi canonizzato e dichiarato santo, nel 1731. Il suo corpo venne portato all’interno della chiesa di Cuxa; intervennero poi altri spostamenti, finché, il 6 dicembre 1644, le sue ossa furono chiuse in una cassa di legno dorato esposta sopra un altare dedicato a san Romualdo. Intanto, tre ossa della gamba sinistra erano approdate a Venezia nel 1732, conservate provvisoriamente a San Giorgio Maggiore e in seguito riposte in un’urna d’argento per far parte del Tesoro di San Marco. Pietro Orseolo è ricordato da un mosaico nella cappella del battistero a San Marco: vestito da monaco con il corno ducale nella mano sinistra. 

 

 

 

 

 

(gidi)

Altre persone da conoscere

Pubblicato: Venerdì, 29 Marzo 2013 — Aggiornato: Lunedì, 27 Luglio 2015

Missiva — La newsletter di Venipedia

Ricevi comodamente gli aggiornamenti, le anticipazioni e le novità di Venipedia nella tua casella postale.