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Vitale Faliero fu il 32° doge della Serenissima (1085-1096).

Era stato il principale istigatore della sommossa che aveva portato alla deposizione del suo predecessore Domenico Selvo (1071-1084).

Nel 1084 rifondò una chiesa costruita nell’anno 700 e la dedicò a san Vitale, in veneziano Chiesa di S. Vidal, posta alla fine di Campo Santo Stefano.

Condusse di persona la battaglia navale presso Corfù contro Roberto il Guiscardo e lo vinse tra l’Isola di Corfù e la città di Butrinto (sulla costa albanese), vendicando la sconfitta dell’anno precedente subita dal suo predecessore.

I normanni si ritirarono dai Balcani ed ebbe fine la guerra scoppiata nel 1081.

La Repubblica prese così i due classici piccioni: si liberò del pericolo normanno, che avrebbe potuto imbottigliarla nell’Alto Adriatico, e cementò l’alleanza con Costantinopoli grazie alla scomparsa di un pericoloso nemico comune.

La gratitudine del basileus spianò alla Repubblica la strada verso la futura potenza marittima e commerciale già innescata con la concessione della bolla d’oro (1082): il basileus riconobbe al doge il titolo di Duca della Dalmazia e quindi implicitamente il dominio della Repubblica sulle posizioni già acquisite lungo la costa adriatica orientale intorno al Mille, ampliandolo con l’assegnazione della base strategica di Durazzo; concesse un intero quartiere a Costantinopoli, lungo il Corno d’Oro, dove il doge fece costruire una chiesa e tutt’attorno sorse una vera e propria colonia veneziana, con pozzi per l’acqua, magazzini, un forno, tre scali marittimi.

I veneziani potevano vendere e comprare in tutti i territori bizantini senza essere soggetti a controlli doganali o al pagamento di tasse doganali e avevano una base nel cuore del mondo. Insomma, un privilegio immenso, che nel tempo diede inizio al commercio mondiale della Repubblica: gran parte del traffico marittimo fra Costantinopoli e le coste dell’Egeo e del Mediterraneo gravitò presto nelle mani dei veneziani, che contemporaneamente realizzarono una espansione del commercio con l’Egitto, divenendo i principali intermediari commerciali fra la Cristianità latina e il Levante.Un traffico marittimo, gestito dal Senato (la Repubblica si poneva come una vera e propria compagnia di navigazione), che crebbe fino all’istituzione di ben definite rotte di traffico percorse due volte all’anno, in date prestabilite, da carovane marine, le così dette mude.

Durante il dogado di Vitale Falier la Chiesa di S. Marco fu definitivamente trasformata in basilica a croce greca e nella cripta appena completata venne sistemato (8 ottobre 1094) il corpo di san Marco. Vitale fu sepolto nella stessa chiesa e ovviamente la sua pietra tombale è la più antica.

 

 

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Prima pubblicazione: Martedì, 02 Aprile 2013 — Ultimo aggiornamento: Giovedì, 13 Giugno 2013

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