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Marco Barbarigo fu il 73° doge della Serenissima (1485/1486).

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Aveva 72 anni e aveva messo al mondo 7 figli.

Il suo fu un dogado brevissimo, ricordato per la pioggia benefica caduta nel giorno della sua elezione che lavò via i segni del contagio della peste la quale, però, sul finire del mese riprese vigore.

Già procuratore di S. Marco de supra (18 ottobre 1478), ricevette le insegne dogali sulla Scala d’oro appena ultimata.

Il suo dogado fu improntato a una tranquilla prudenza. Nella diaristica e nella storiografia veneziana egli assunse l’aspetto di un principe paterno e quasi ideale: tutte le settimane riceveva in udienza e senza formalità alcuni cittadini.

Morí, si dice, dopo un violento alterco con il fratello Agostino, che egli accusava di voler procurare la sua morte per ascendere al dogado.

Marco fu sepolto nella Chiesa della Carità, sconsacrata e spogliata durante la dominazione francese (1806-1814).

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Incisione raffigurante il doge Marco Barbarigo
Lo stemma del doge Marco Barbarigo

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