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Uno dei maggiori rappresentanti della pregevole scuola organaria veneziana del XVIII secolo della quale fu fondatore Pietro Nacchini.

Il suo contributo alla città di Venezia fu altissimo: si contano circa 48 esemplari di organi, dei quali la maggior parte ancora in uso. 

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Gaetano Callido, figlio di Agostino Callido e Veneranda Tagliapietra, nacque ad Este — in provincia di Padova — il 14 gennaio 1727. Fu proprio in suolo patavino che iniziò la sua attività di organaro, a Casale di Scodosia nel 1748.

Fu discepolo del noto Pietro Nacchini alla scuola organaria veneziana fino al 12 ottobre 1762 e il maestro estasiato così scrisse del suo allievo:

"…per debito e giustizia attesto e faccio ampla fede a chiunque e dovunque, qualmente il Sig.r Gaetano Callido è stato mio discepolo per corso di molti anni nella fiorita sua gioventù sino il dì sudetto studiando et essercitandosi con studio nella fabbrica degli organi; tanto che tra molti miei allievi in tal arte io me ne glorio d'un discepolo saputo, premuroso, et amoroso alla detta arte; e quel che importa più, attesto a chiunque sopra l'onor mio esser il medesimo d'illibata onoratezza, e d'ottimi costumi da vero e buon cristiano; cosicché ogn'uno potrà prestarli piena credenza di qualunque impresa nella fabbrica d'organi di qual si sia specie, che già sotto la mia strettissima critica il detto Callido ha fatti tutti li corsi attinenti a tal fabrica con sua gloria, e mio sommo piacere…".

Iniziò così per Callido una florida attività indipendente e già dall'anno successivo si ritrovò a costruire sei organi, di cui uno a due tastiere. Il particolare mestiere lo portò a viaggiare molto, non solo nei territori sotto il diretto dominio di Venezia, ma anche nelle Marche, in Romagna e persino a Costantinopoli.

Venne incaricato di riprodurre completamente i tre organi della basilica di S. Marco a Venezia e nel 1770, quattro anni dopo l'avvio dei lavori, venne insignito del riconoscimento di conservatore stabile con il salario annuo di 45 ducati. A partire dal 1786 la paga annuale aumentò di 8 ducati a patto che l'organaro si impegnasse di costruire, a sue spese, un portativo per il servizio della cappella musicale.

Instancabile lavoratore, durante la sua carriera realizzò una media di dieci organi all'anno e questa tenacia venne ricompensata dal Senato della Repubblica che, con decreto del 27 marzo 1779 , lo esentò da tutti i "dazi di transito e stradali" per il trasporto dei suoi strumenti fuori del territorio della Repubblica.

Nonostante i mutamenti economico-sociali e politici dell'epoca, l'attività di Callido continuò incessantemente fino al 1806, anno in cui subentrarono i figli nella gestione della fabbrica. Solo 7 anni dopo, l'8 dicembre 1813, Gaetano Callido si spense ma le sue opere d'arte resteranno vive per sempre, a Venezia così come in tutte le città dove vi lavorò con passione e maestria. 

Presso la biblioteca Lunelli di Trento, sono conservate tre tavole che elencano gli oltre 430 organi realizzati da Callido durante la sua vita; in suolo veneziano si contano almeno 30 luoghi nei quali poter trovare sue opere. Dalle abili mani di Gaetano Callido uscirono strumenti di una sonorità così limpida e trasparente da apparire inimitabile; la loro semplicità di struttura, le misure originali e la magistrale intonazione portarono al più alto prestigio la scuola veneziana.

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Pubblicato: Venerdì, 24 Luglio 2015 — Aggiornato: Venerdì, 24 Luglio 2015