Venipedia: molto più di un'enciclopedia di Venezia. – La miglior guida di Venezia.

Intellettuale, artista, architetto e designer veneziano tra i più importanti del XX secolo.

La sua opera architettonica spaziò dal disegno di oggetti all’arredamento d’interni, dagli allestimenti espositivi alle sistemazioni museali, dai restauri alle costruzioni. 

Carlo Scarpa studiò architettura presso l'Accademia di belle arti di Venezia (1926) conseguendo, nel 1926, il diploma di Professore di disegno architettonico. 

Dal 1926 al 1976 fu professore dell'Accademia prima e dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia poi, divenendo direttore dello IUAV dal 1972 al 1974.

Fu consulente artistico dell'industria vetraria Cappellin, già dal 1933 al 1947, e collaborò con con Paolo Venini, titolare dell’omonima vetreria di Murano e, fu grazie alla sua creativà, che la tradizionale tecnica muranese venne interpretata per realizzare alcuni dei vetri più originali e affascinanti nella storia dell'arte vetraria.

Successivamente, la sua importante dote di designer si concretizzò nella realizzazione di oggetti per le aziende Flos, Bernini e soprattutto Gavina; per quest’ultima, disegnò il negozio di Bologna negli anni Sessanta. Di qualche anno prima (1957 – 1958), è l'intervento architettonico al più famoso negozio Olivetti di Venezia.

Il suo primo incarico come allestitore di esposizioni lo coprì nel 1937, durante il quale fece conoscenza con il gallerista veneziano Carlo Cardazzo; da questo incontro, Scarpa arredò le varie sedi delle gallerie Caldazzo, organizzandovi anche alcune mostre d’arte. Cominciò così la sua lunga carriera di allestitore di esposizioni. Il proficuo rapporto di collaborazione con la Biennale di Venezia durò trent'anni e portò alla costruzione di alcune opere architettoniche nei Giardini: il padiglione del libro (1950), la biglietteria (1952) e il padiglione del Venezuela (1954 – 1956).

Nel settore museale, il primo incarico a Venezia riguardò il riordino delle Gallerie dell’Accademia (dal 1945), poi fu la volta del Museo Correr (dal 1953) e infine la Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro (1972 – 1973). A Firenze, Scarpa allestì le prime sale delle Gallerie degli Uffizi (1954 – 1956), insieme a Ignazio Gardella e Giovanni Michelucci. Gli interventi che effettuò alla Gipsoteca Canoviana a Possagno (1955 – 1957), in palazzo Abatellis a Palermo (1953 – 1954) e in Castelvecchio di Verona (dal 1956) furono più complessi degli altri, in quanto oltre alla sistemazione museale furono restaurati anche gli edifici stessi.

Come attività di restauro, Scarpa iniziò con la riqualificazione funzionale della sede principale dell'Università Ca’ Foscari (1935 – 1937), poi intervenì nel Palazzo Querini Stampalia, sede dell’omonima fondazione (1961 – 1963) ed effettuò ristrutturazioni al convento di San Sebastiano, sede della facoltà di Lettere e Filosofia di Cà Foscari (1974 – 1978) e al convento dei Tolentini, sede dell’Istituto Universitario di Architettura (1975).

Tra le numerose costruzioni riguardati l'abitare, l'urbanistica nei centri storici e il paesaggio, si segnalano: villa Guarneri al Lido di Venezia, villa Zoppas a Conegliano (1948), la residenza di Luciano Veritti a Udine (1955 – 1961), il negozio Olivetti a Venezia (1957-1958), casa Gallo (1962 – 1963) e il condominio in contra' del Quartiere (1974 – 1979) a Vicenza, la tomba Brion a San Vito d'Altivole (1969 – 1978), villa Palazzetto a Monselice (1971-1978), la sede della Banca Popolare di Verona (1973 – 1978), villa Ottolenghi a Bardolino (1974 – 1978).

Alcuni suoi progetti non vennero mai realizzati, come il teatro Carlo Felice di Genova (1963 – 1976) e il teatro comunale di Vicenza (1968 – 1969), la sistemazione dell'area archeologica di piazza Duomo a Feltre (1973 – 1978) e il Museo Nazionale di Messina (1974 – 1976).

Negli anni Sessanta e Settanta, la sua fama cominciò a diffondersi anche fuori dal territorio nazionale e numerose istituzioni estere cominciarono a interessarsi alla sua arte, ospitando sue mostre personali a New York (1966), Londra (1974), Parigi (1975) e Madrid (1978). Durante uno dei suoi viaggi in Giappone, a causa di un  banale incidente, morì nel 1978. 

Durante la sua carriera, fu omaggiato del premio Olivetti nel 1956, del Gran Premio della Giuria Internazionale alla XII Triennale di Milano per l'allestimento della mostra su Frank Lloyd Wright nel 1960, del premio nazionale IN-ARCH per il restauro e l'allestimento di Palazzo Abatellis nel 1962 e del premio della Presidenza della Repubblica per l'architettura nel 1967. Venne nominato membro del Royal British Institute of Design (1970), dell'Accademia Olimpica di Vicenza (1973), della Fondazione Pierre Chareau di Parigi (1975), dell'Accademia di San Luca a Roma (1976). Solo dopo la sua morte, gli fu conferita la laurea honoris causa in architettura.

Altre persone da conoscere

Pubblicato: Giovedì, 05 Giugno 2014 — Aggiornato: Giovedì, 23 Novembre 2017

Missiva — La newsletter di Venipedia

Ricevi comodamente gli aggiornamenti, le anticipazioni e le novità di Venipedia nella tua casella postale.