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Uno dei maggiori architetti e scultori del Cinquecento il cui straordinario talento contribuì a realizzare delle creazioni meravigliose.

A Venezia fu propulsore del classicismo romano e "proto" della Repubblica, carica che mantenne fino alla sua morte.

Jacopo Tatti, nato a Firenze nel 1486, ereditò dal suo maestro Andrea Contucci non solo le conoscenze artistiche ma anche il soprannome d'arte Sansovino. I suoi studi si alternarono tra Roma e il capoluogo toscano e uno dei primi lavori che seguì da allievo fu il monumento tombale dedicato al cardinale Michiel a S. Marcello al Corso. Il trasferimento a Roma contribuì anche ad ampliare la sua cerchia di conoscenti quali ad esempio Giuliano da Sangallo e a familiarizzare con l'architettura di Bramante e Raffaello.

Dopo il sacco di Roma del 1527 per mano delle truppe dell'esercito dell'Imperatore Carlo V d'Asburgo, Sansovino si rifugiò a Venezia divenendo ben presto "proto" della Basilica di S. Marco e massimo architetto di Venezia. Nel Veneto entrò subito in contatto con alcuni dei maggiori rappresentanti artistici, da Tiziano a l'Aretino, dai quali apprese la sensibilità pittorica che, mescolata con i suoi studi romani, diede vita a capolavori basati sul contrasto di luci come la Madonna con bambino dell'Arsenale (1534) o i rilievi plastici della Miracolosa guarigione della giovane Caprilla (1535) della basilica del Santo di Padova.

Le sensibilità linguistiche chiaroscurali di Sansovino riguardarono anche il filone architettonico delle costruzioni veneziane anche se i suoi esordi come architetto furono in Toscana, in particolare con i lavori di restauro alla facciata del Duomo di Firenze.

L'apoteosi dell'architettura rinascimentale romana è rappresentata dalla ricostruzione della Piazzetta di S. Marco nella quale Sansovino ebbe la capacità di mettere assieme armoniosamente diversi linguaggi e architetture nuove con quelle preesistenti. Si occupò di: completare le Procuratie vecchie (dal 1529 circa in avanti), costruire la Zecca (1535-47 circa), la Loggetta di S. Marco con statue e bassorilievi e la Libreria Sansoviniana della Biblioteca Nazionale Marciana (1536-60 circa, completata da Vincenzo Scamozzi nel 1591). Si occupò inoltre della facciata del palazzo Corner della Ca' Grande (1533 circa-1566), di numerosi edifici a Rialto (1554-57 circa) e della chiesa ovale nell'Ospedale degli Incurabili (1565-68 circa). Curò i lavori alla Scala d'Oro di Palazzo Ducale e alla porta della Sacrestia, agli stalli del coro, alla pergola del presbiterio, alla fonte battesimale e altro della Basilica di San Marco.

Per quanto riguarda i luoghi di culto veneziani, fu l’autore del progetto della meravigliosa chiesa di San Geminiano, demolita poi da Napoleone per lasciar posto all'attuale Ala Napoleonica, della chiesa di San Francesco alla Vigna (1534 poi completata da Andrea Palladio) e della chiesa di San Martino all'Arsenale (1540). 

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Prima pubblicazione: Venerdì, 29 Maggio 2015 — Ultimo aggiornamento: Lunedì, 27 Luglio 2015

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