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Uno dei simboli di Venezia tra i più conosciuti al mondo.

Ma lo sai che i due Mori all'interno sono differenti tra loro? Sia per una questione di estetica, uno ha la barba e l'altro no, sia per una diversa modalità con cui battono il loro martello, uno batte le ore due minuti prima dell'altro, uno viene denominato "il vecchio", l'altro "il giovane".

Piace credere che queste due statue rappresentino il passare del tempo: il "vecchio" impersonifica il tempo passato mentre il "giovane" quello futuro.

Situata a destra della basilica di San Marco e con la facciata che guarda il bacino, la Torre dell’Orologio era un tempo la porta d’ingresso alle Mercerie, zona di commerci di ogni tipo che conduceva fino a fino a Rialto, centro bancario della Serenissima.

La Torre, alta circa trenta metri, venne costruita tra il 1496 ed il 1499 su progetto di Mauro Codussi ed era composta inizialmente solo dal corpo centrale, la torre. Oltre ai numerosi adattamenti avvenuti negli anni vi fu l’aggiunta delle ali laterali e, verso la metà del 1700, delle balaustre superiori ad opera dell’architetto Giorgio Massari, che diedero alla Torre l’aspetto odierno.

Sul tetto della torre vennero poste due grandi statue in bronzo, chiamate dai veneziani i mori, a causa del colore scuro che ricordava gli schiavi di colore presenti in città. Le due statue, fuse da Ambrogio Delle Ancore, sono alte 270 cm e sono mosse da un meccanismo che permette loro di ruotare e di battere con un martello la grande campana in bronzo posta tra di loro, segnando le ore.

I due mori sono differenti tra loro: uno ha la barba, ed è chiamato il vecchio, l’altro, senza barba, è chiamato il giovane. Ad ogni ora entrambi battono il tempo con il loro martello, ma con una modalità differente: il vecchio batte le ore due minuti prima dell’ora, il giovane invece batte l’ora esatta. Si dice che il vecchio rappresenti il tempo passato, mentre il giovane rappresenti il tempo futuro.

Sulla facciata, subito sopra il portico, si trova un grande orologio astronomico di 4,5 metri di diametro che segna le 24 ore, la posizione di Saturno, Giove, Marte, Venere e Mercurio, le fasi lunari e la posizione del Sole nello Zodiaco. Anche nell’altro lato, dalla parte delle Mercerie, c’è lo stesso orologio, ma più semplice: segna soltanto le ore. Inaugurato assieme alla Torre, nel 1499, l’orologio è un prodigio di tecnica e inventiva dei fratelli Gian Paolo e Gian Carlo Rainieri, di Reggio Emilia.

Sopra il quadrante dell’orologio si trova una nicchia con una statua della Madonna, ai lati della quale due finestrelle mostrano, in numeri romani, rispettivamente le ore e i minuti, che variano ogni cinque minuti.

Durante il giorno dell'Epifania e nella settimana dell’Ascensione le due finestrelle vengono chiuse e diventano delle porticine. Ogni ora, attraverso le porticine, si snoda una processione animata composta da statue in legno dei Re Magi che, preceduti da un Angelo, passano davanti alla Madonna, inchinandosi al suo cospetto.

Per quasi due secoli non vi fu bisogno di intervenire nei meccanismi dell’orologio, poi la macchina fu più volte restaurata. L’ultimo restauro conservativo, deciso nel 1996 dal Comune di Venezia con la partecipazione dell’azienda svizzera Piaget e concluso nel 2006, ridonò alla città e alla storia questo splendido macchinario.

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Pubblicato: Mercoledì, 09 Maggio 2012 — Aggiornato: Giovedì, 23 Novembre 2017

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