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Il candore di questo palazzo è quasi accecante, così come il suo splendore. E pensare che sarebbe stato ben diverso se fosse stato concluso.

La terrazza, visibile dall'acqua, rappresenta un elemento originale nel suo genere, così come il cortile interno dimostra la cura dei particolari che l'antico proprietario ci mise nel realizzarlo.

La costruzione fu voluta dalla potente e facoltosa famiglia Venier (che regalò a Venezia ben 3 dogi) e fu progettata dall'architetto Lorenzo Boschetti nel 1748 di cui attualmente è possibile vedere un modello in legno al Museo Correr; l'edificio sarebbe diventanto ancora più grandioso di quello dei Corner della Cà Granda con i quali, al tempo, si instaurò una forte competizione.

Per motivi ignoti, il palazzo rimase incompiuto (denominato dal popolo maifinìo, traducibile in italiano come "mai finito", appunto) e il motivo della nominazione dei leoni pare sia attribuibile al fatto che i Venier possedevano un leone chiuso in gabbia nel loro fantastico giardino.

Successivamente a questa prestigiosa famiglia, numerosi furoni gli ammiratori di questo palazzo ma in particolare, le sorti di questo edificio furono legate, a partire dal 1949, ad un'eccentrica e ricca signora innamorata di Venezia, appassionata di arte moderna e amante della bella vita: Peggy Guggenheim.

 

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Prima pubblicazione: Mercoledì, 02 Maggio 2012 — Ultimo aggiornamento: Martedì, 05 Agosto 2014

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