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Impossibile non notare questo imponente edificio che con la sua mole riempie completamente il campo omonimo.

Dal 1904 è sede del Conservatorio di Musica "Benedetto Marcello" ma al suo interno si respira ancora forte la presenza e l'influenza della ricca famiglia Pisani.

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Bianca e maestosa facciata in pietra d'Istria che occupa quasi interamente il piccolo campo Pisani.

Deve il suo nome alla famiglia che vi visse a partire dal Seicento e che già risiedeva in Campo Santo Stefano a partire dal 1525. Venne eretto negli anni 1614 - 1615, dove precedentemente era presente un'altra abitazione, su volere di Alvise Pisani senza incaricare un architetto ma affidandosi alle abili mani di artigiani esperti. Malauguratamente, nel 1634 un evento sismico distrusse una parte della dimora e venne ricostruito; non si è a conoscenza se, questa volta, la rifabbrica fu opera di un architetto ma molti ritengono ci sia stato l'intervento del proto di San Marco Bortolo da Venezia detto "il Manopola". Alcuni, tra questi il Coronelli, hanno attribuito la paternità dell'opera al famoso Sansovino mentre in realtà nel 1614-15 il noto architetto era già morto da oltre 40 anni.

Dopo un secolo, esattamente nel 1728, si decise di effettuare degli ampliamenti e sopraelevazioni all'immobile e venne incaricato Gerolamo Frigimelica; quest'ultimo, introdusse anche i cortili interni e dei nuovi decori, oltre all'affaccio sul Canal Grande. Il Frigimelica venne considerato l'architetto della famiglia Pisani, essendo stato l'ideatore anche di Villa Pisani a Stra. Nuovi lavori interni, destinati ad adeguare gli enormi spazi alle esigenze abitative, furono eseguiti alla fine del Settecento, per opera del proprietario d’allora. Fu l'inizio di numerosi rimaneggiamenti interni che man mano portarono alla vendita per lotti e alla suddivisione interna dello stabile in decine di appartamenti. A partire dal 1897 e fino al 1921 il Comune di Venezia subenta progressivamente quale unico proprietario del palazzo che ospitò dapprima il Liceo Società Musicale Benedetto Marcello, nell'ala che si affaccia sul secondo cortile, per poi divenire il luogo esclusivo del Conservatorio nel 1940.

Sono numerosi le opere d’arte ancora conservate nel palazzo nonostante la moltitudine di depredazioni. Ad iniziare dal grande portale d’entrata, ai lati sono posti due gruppi plastici del primo Seicento che raffigurano l’Uccisone del leone di Nemea e la Cattura di Cerbero, cioè la prima e l’ultima delle dodici fatiche di Ercole, entrambi attribuiti alla scuola di Gerolamo Campagna. La parete di fondo dell’androne è adornata dal fanò cioè il fanale di ampie dimensioni posizionato a poppa dell'imbarcazione di Andrea Pisani.

La prima rampa di scale conduce all’ammezzato decorato con pregevoli stucchi della seconda metà del XVIII secolo e proseguendo, nel primo piano nobiliare — il più fastoso — il soffitto è realizzato dal pittore veronese Jacopo Guarana. Sono presenti affreschi di Francesco Zugno e una cappella con pala d’altare di Giuseppe Angeli raffigurante la Sacra Famiglia e San Giovannino. Nel pòrtego — il primo piano nobile — che collega il campo al Rio del Santissimo, erano collocati i ritratti dei personaggi più illustri della famiglia Pisani; ora rimangono soltanto i ritratti di Andrea, il capitano generale da mar morto nel 1618 e quello di Alvise, procuratore di San Marco e collezionista d'arte. L’ala che si affaccia sul Canale, in passato, fu adibita a pinacoteca, dove erano ospitate opere pregiatissime; secondo un inventario del 1809 conteneva addirittura 159 opere, di cui due terzi del Cinquecento (tra i quali capolavori di Tintoretto, Veronese, Bassano e molti altri.).

Si continua passando per la sala di stucchi bianchi e dorati, opera del 1776 ed ascrivibile allo stuccatore Giuseppe Ferrari per giungere alla cappella dedicata alla Madonna del Rosario. Dove oggi si tengono i concerti, si incontra la meravigliosa sala da ballo sul cui soffitto ospitava originariamente una grandissima tela di Antonio Pellegrini venduta poi nel 1895; la parte restò completamente spoglia fino al 1904, quando Vittorio Bressanin lo decorò gratuitamente a tempera con una Glorificazione alla Musica. L'intervento del Bressanin non fu limitato alla sala da ballo, infatti si dedicò anche all’affresco dell’altra sala verso lo scalone d’ingresso, dove in passato erano presenti delle tele del Veronese. La sala adibita oggi a direzione del Conservatorio custodisce il prezioso picchiotto di bronzo attribuito ad Alessandro Vittoria, il più grande scultore veneto del Cinquecento. 

La famiglia Pisani possedeva una delle più belle biblioteche patrizie dell'Ottocento; peccato che ai posteri rimanga solo il catalogo pubblicato nel 1870, visto che solo tre anni dopo tutto il prezioso materiale venne venduto all'asta e disperso. Dalla lettura del catalogo, si scopre i tesori inestimabili che la biblioteca a fine Ottocento conteneva: la nutrita collezione di eresiarchi di ogni epoca e di altri autori proibiti, che Benedetto XIII concesse su licenza nel 1726, i due medaglioni con i profili di Lutero e Calvino oltre ad un’imponente raccolta numismatica di oltre 6000 pezzi (tra cui la serie completa delle monete veneziane).

Galleria immagini

La facciata di Palazzo Pisani in tutta la sua maestosità.
Un particolare del palazzo.
Primo piano delle ampie finestre della faccia in pietra d'Istria.
Il portale d'ingresso e i due gruppi statuari del primo Seicento, opera di Girolamo Campagna, che rappresentano la prima e l'ultima delle dodici fatiche di Ercole.
L'ala laterale della residenza.

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