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Edificio caratterizzato da una facciata elegante e facilmente individuabile, poco distante da Palazzo Querini Stampalia. 

Dei numerosi proprietari che si sono succeduti, solo i Malipiero e i Trevisan, uniti a nozze, hanno fatto la vera differenza.

L'edificio è stato costruito a cavallo tra il Quattrocento e il Cinquecento ed è raggiungibile — da Campo Santa Maria Formosa — percorrendo un piccolo ponte privato. L'accesso laterale, invece, è su Ruga Giuffa ed è distinguibile per uno stemma del Trecento della casata Malipiero.

Residenza di non eccessive dimensioni, che ben si amalgama con le altre costruzioni che si innalzano dal Campo. La sua facciata — in pietra d'Istria — si presenta simmetrica con due portali al piano terra a tutto sesto e due piani nobili sovrastanti con al centro una quadrifora con parapetto scolpito e due monofore a tutto sesto ai lati; sicuramente i padroni di casa non hanno badato a spese, considerando i numerosi cartigli e patere, compresi gli otto cammei subito sotto il cornicione. Si può notare anche la sopraelevazione di origine ottocentesca, che balza all'occhio per essere decisamente fuori dallo stile architettonico generale del palazzo. 

Come succede per la maggior parte dei palazzi veneziani, anche in questo caso la sua denominazione è dovuta dalla successione di due famiglie, che si strinsero in matrimonio nel XV secolo: le dinastie MalipieroTrevisan; si presume che questa unione tra nobili famiglie abbia contribuito alla ricostruzione del palazzo secondo uno stile rinascimentale. Succedettero ai Trevisan un notevole numero di famiglie, dai Diedo ai Bembo, dagli Zen ai Cecchini; successivamente, fu il turno della stamperia Fracasso per concludersi, poi, con lo smembramento dello stabile in più appartamenti. L'ultimo piano — il secondo piano nobile — ospita invece un'attività alberghiera. 

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Prima pubblicazione: Venerdì, 31 Luglio 2015 — Ultimo aggiornamento: Venerdì, 31 Luglio 2015

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