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Di notevole bellezza e pregio questa residenza dei Grimani, una delle famiglie patriarcali di Venezia che fece parte dei Curti.

L'architettura del palazzo è frutto della fusione tra elementi tipici veneziani e quelli tosco-romani. Lasciati abbagliare dal suggestivo ambiente della tribuna con il lucernario piramidale, dal caratteristico cortile interno e dalla meravigliosa scala di accesso.

L’attuale sede dell’omonimo Museo lega la sua storia a quella della potente famiglia Grimani, in particolar modo al patriarca di Aquileia Giovanni Grimani.

Alla morte del Doge Antonio Grimani, il nipote Giovanni, che oltre ad essere patriarca era anche un appassionato collezionista di opere d’arte, ereditò la casa di famiglia: da allora diverrà la sede naturale della sua immensa collezione. A tal proposito furono molti gli artisti interpellati per i lavori di decorazione degli interni effettuati soprattutto tra il 1537 ed il 1540, tra i quali figurano Camillo Mantovano, Francesco Salviati e Giovanni da Udine; oltre alle decorazioni venne riprogettato l’edificio e are che il disegno sia stato elaborato dallo steso Giovanni (altri attribuiscono il progetto a Tommaso Temanza o a Michele Sammicheli, autore del portone d’ingresso).

L’edificio venne ampliato tra il 1567 ed il 1569 con l’aggiunta dell’ala, all’interno della quale furono collocate alcune stanze dedicate allo svago ; tra le molte aggiunte al palazzo accumulate nel corso degli anni è da citare la cappella privata, all’interno della quale Luigi XIII di Francia conferì l’ordine di San Michele al pittore Tiberio Tinelli.

Come è successo a molti altri edifici di Venezia, anche palazzo Grimani perse gran parte delle opere custodite a seguito della caduta della Repubblica, opere di artisti del calibro di Tiziano, Tintoretto, del Veronese, oltre agli affreschi e le decorazioni interne che vennero letteralmente saccheggiati; altri pezzi da collezione invece sono conservati presso il Museo Archeologico.

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Prima pubblicazione: Mercoledì, 02 Maggio 2012 — Ultimo aggiornamento: Giovedì, 28 Marzo 2013

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