Venipedia: molto più di un'enciclopedia di Venezia. – La miglior guida di Venezia.

Tempo di lettura: 4 minuti

Decantato da John Ruskin, questo palazzo viene considerato la più importante struttura localizzata nella parte centrale del Canal Grande; non solo, viene reputato il prototipo degli edifici civili veneziani.

Indiscussa la posizione di tutto riguardo, nelle vicinanze del ponte di Rialto.

Quattro gli ingressi all’edificio: due via terra attraversando il cortile oppure percorrendo la calletta laterale attraverso un piccolo accesso e due accessi provenienti dall'acqua, uno dal Canal Grande, l'altro dal Rio di San Luca.

La facciata del palazzo, che si affacciata sul Canal Grande, è composta di tre piani di ordini corinzio; colossali le sue dimensioni e perfetta la sua linea. Nonostante la monumentale mole, le decorazioni applicate donano un senso di leggerezza allo stabile. Un lungo terrazzo percorre l'intera facciata e divide l'ordine inferiore dal piano nobile a colonne; quest’ultimo, è a sua volta separato dall'ultimo piano per mezzo di un robusto marcapiano. Guardando l’edificio dalla laguna, si nota un’alta porta ad arco nel mezzo con ai lati due accessi minori; sopra l'arco del portale si possono ammirare figure allegoriche  le " Vittorie ", opere in bassorilievo eseguite da Alessandro Vittoria  mentre negli archi delle finestre sono incuneate teste umane.

Il palazzo fu progettato, su volere della famiglia Grimani, da Michele Sanmicheli, architetto che costruì a Verona, tra gli altri monumenti, le mura e le porte Nuova, di S.Zeno e del Palio. La leggenda narra che il palazzo fu costruito per rispettare un pegno d'amore: un giovane della famiglia Grimani chiese la mano ad una ragazza della famiglia Tiepolo ma il padre della giovane diede questa risposta: " non sarà mai dito vero che mi daga la man de mia fia a un desparà che no ga gnanca palazo in Canal". Una tale umiliazione non venne ben digerita dal Grimani che fece erigere, proprio di fronte alla residenza del Tiepolo, un palazzo con le finestre più grandi del portone di casa Tiepolo. 

L'area edificabile dove far sorgere la propria nuova residenza venne acquistata dal Grimani con atto 31 marzo 1556 del notaio Marc'Antonio Cavanis, al prezzo di 9000 ducati; i venditori furono i fratelli Bertuccio e Marino Contarini. La precedente struttura venne demolita, eliminati i materiali inutili e messo mano alle fondamenta; tutte queste attività portarono via diversi anni e nel 1559 l’architetto Sanmicheli morì e i lavori vennero presi in mano dall’architetto Gian Giacomo De Grigi.

Nel 1570 il fabbricato era praticamente eretto e il Grimani si spense e passo l’eredità ai figli Marino (che divenne poi Doge) e Almorò Grimani. Due anni dopo, alla morte del De Grigi, i fratelli Grimani si rivolsero agli architetti Giovanni Antonio Rusconi e Vincenzo Scamozzi per ultimare le opere e le decorazioni del palazzo.

Dal 1595 al 1605 Casa Grimani conobbe un momento di particolare sfarzo e pomposità: vennero ospitati i Duchi di Mantova, Morosina Morosini venne incoronata moglie del Doge Marino Grimani, il bucintoro e le peate ducali coi Consiglieri approdarono a palazzo e vi alloggiò anche Ladislao VII, figlio di Sigismondo III re di Polonia.

Durante il dogado di Marino Grimani, il secondo piano dell’edificio venne dato in locazione a Francesco Tiepolo prima e a Sebastiano Nani poi, per 350 ducati annui. Successivamente, nella seconda metà del Seicento, lo stesso piano venne affittato a tal Bernardo Donato per 410 ducati annui e all’inizio del Settecento ai N.H. Costanzo e fratelli Arnaldi per 310, e più tardi a un conte de Vilio, per 300.

A causa del declino della ricchezza della famiglia patrizia dei Grimani, nel 1816 - 18188 la residenza venne ceduta allo Stato austriaco, compresi i mobili e gran parte delle opere d'arte che vi erano contenute; tra queste ultime, faceva parte anche la tela di Andrea Vicentino raffigurante la Dogaressa mentre scende al molo per recarsi in Palazzo Ducale, attualmente conservato nel Museo Civico Correr. 

Da quando la proprietà passò al Demanio, questo luogo divenne la sede della Direzione generale delle Poste Venete. Dal 1881 è sede della Corte d'Appello di Venezia; recentemente, nel 1997, una parte degli uffici è stata trasferita a Palazzo Corner Contarini di Cavalli e gli spazi liberi sono stati occupati dalla Procura Generale della Repubblica.

Altri luoghi da scoprire

Pubblicato: Lunedì, 14 Aprile 2014 — Aggiornato: Domenica, 13 Aprile 2014

Missiva — La newsletter di Venipedia

Ricevi comodamente gli aggiornamenti, le anticipazioni e le novità di Venipedia nella tua casella postale.